Sabatini esalta Manna: "Preparato e anche esperto, bravo ADL a blindarlo"
Walter Sabatini, direttore sportivo, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Iniziamo con il discorso di Conte: che percorso è stato quello di Conte al Napoli e quanto è difficile ripartire dopo un allenatore del genere?
"È stato un percorso evidentemente trionfale, perché non penso che si potesse far meglio. Certamente sostituirlo sarà un problema, soprattutto per chi arriverà a sostituirlo, perché gli si chiede molto. Conte è abituato al risultato gratificante subito: la squadra è stata immediatamente competitiva ed è rimasta tale a lungo, con qualche piccola sollecitazione dovuta ai tanti infortuni che il Napoli ha dovuto sopportare. Però certamente è stato fatto un lavoro calcisticamente meraviglioso. Quindi chi arriva pagherà un po’ di dazio, al sostituto gli ferrà l'oceano: sostituire un allenatore che ha vinto e ha fatto un grande lavoro richiede tempo, e credo che i napoletani sono genetosi e capiranno che servirà un po’ di pazienza."
Si aspettava l’addio di Conte o pensava potesse fare un terzo anno al Napoli?
"No, mi aspettavo nell’arco delle possibilità una circostanza che poteva verificarsi, perché il calcio ormai va a una velocità terribile anche nelle decisioni e nelle strategie. Conte, quando ha vinto, probabilmente ha bisogno subito di uno stimolo diverso, nuovo e alternativo. Forse era prevedibile, conoscendo e avendo studiato i suoi trascorsi e il suo modo di rapportarsi ai risultati. Però non credo che De Laurentiis sia stato colto di sorpresa, perché ha dimostrato di saper scegliere sempre i suoi uomini. Mi ricordo quando scelse Maurizio Sarri, che arrivava dall’Empoli: fu una scelta molto coraggiosa e illuminata. Sicuramente De Laurentiis avrà già in testa un candidato eccellente, che se non lo è subito lo diventerà. In giro ci sono diversi allenatori giovani e forti, quindi non penso ci saranno grandi problemi, fermo restando che perdere Conte non è una cosa da sottovalutare. Il calcio va avanti e cambia continuamente interpreti, è sempre stato così per tutte le società in ogni epoca."
Si parla del possibile ritorno di Maurizio Sarri: cosa significherebbe per il Napoli? Lo vedrebbe come una scelta positiva?
"Sì, è vero che il Napoli celebra ancora Maurizio Sarri perché è il calcio che ha espresso il Napoli nel senso più alto. È stato un allenatore di altissimo profilo, quindi verrebbe accolto con grande euforia dalle persone, e lo stesso Sarri sarebbe felice di tornare in una piazza così calda e importante. È ovvio che i ritorni comportano sempre qualche rischio, però non credo possa essere questo il caso di Sarri."
C’è un allenatore come Luis Enrique che sta facendo grandissime cose. È impossibile rivederlo in Italia?
"Sì, è molto difficile, direi quasi impossibile, perché gli eccessi del calcio italiano non li sopporta. Non li capisce e non li accetta. Questo lo dico con estrema sincerità. Quando ha lasciato la Roma, nonostante facessimo di tutto per trattenerlo, ha deciso di andare via. È rimasto un anno fermo prima di accettare l’offerta del Celta Vigo, tornando nel suo territorio e nella sua cultura. Non credo tornerà in Italia, e certamente non in piazze come Roma o Napoli, che sono piazze molto esigenti e umorali. Lui deve restare serenamente dove è."
Un giudizio su Giovanni Manna, giovane direttore sportivo del Napoli, e sul suo lavoro in un contesto non semplice?
"Il giudizio su Manna non lo do io: lo danno i risultati. È un ragazzo molto preparato, in qualche misura anche esperto perché ha fatto tanto calcio prima del Napoli, pur a livello giovanile, e conosce bene le dinamiche del calcio. Ha fatto un ottimo lavoro e non sono per niente sorpreso che De Laurentiis non lo lasci andare: era prevedibile che un dirigente giovane e forte fosse richiesto. È normale."