Savino: "Buongiorno, così si esce dal tuo momento no! Giovane? Ha qualità"
Alberto Savino, ex azzurro, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Questi test si fanno soprattutto per valutare la condizione e capire a che livello sta il giocatore. Sono situazioni diverse rispetto al semplice allenamento, servono proprio per verificare le risposte fisiche. Noi speriamo tutti che il Napoli recuperi al più presto Lukaku, Anguissa e gli altri, perché in questo momento sono mancati tanto, soprattutto nelle rotazioni. Senza cambi adeguati diventa tutto più complicato".
Da ex difensore, ti chiedo di Alessandro Buongiorno: che momento sta vivendo?
"Mi dispiace per il ragazzo, perché è un giocatore validissimo. Però purtroppo ci sono i momenti no e lui adesso è dentro uno di questi periodi. Deve stare ancora più attento, perché da certe situazioni poi fai fatica a uscire. Serve quell’attenzione in più, soprattutto dopo episodi pesanti come il rigore contro il Verona e quello di Copenaghen. È un giocatore importante e va recuperato al cento per cento, anche perché non è ancora al top della condizione".
Quanto incide l’operazione alla pubalgia sulle sue prestazioni?
"Sicuramente incide, soprattutto nei cambi di direzione e nelle situazioni in cui il difensore deve essere al massimo per andare in anticipo o limitare l’attaccante. Buongiorno ha sempre avuto come punto di forza la lettura delle situazioni e l’anticipo, ma in questo momento l’infortunio lo sta condizionando tanto. Poi ci sono episodi, come il fallo di mano in casa o quello di Copenaghen, che pesano. In quella situazione andava scortato fino all’uscita dell’area, accompagnarlo, chiudergli lo spazio. Non entrare così in maniera vigorosa, perché dietro c’è sempre il portiere".
Che momento è per il Napoli, con Juventus e Chelsea che possono indirizzare la stagione?
"Il top player ce l’abbiamo in panchina, perché Conte sta facendo un lavoro enorme con tutti questi infortuni e con la necessità di trovare sempre soluzioni nuove. I problemi ci sono stati e ci sono, ma il Napoli deve uscirne. Contro la Juventus è una partita che si carica da sola, quindi secondo me vedremo un altro Napoli rispetto a quello di Copenaghen, soprattutto dal punto di vista mentale. A Copenaghen si sono distratti dal risultato e dall’uomo in meno: pensavano di averla già vinta e quello è stato l’errore".
Nel secondo tempo in Danimarca non si è vista la superiorità numerica. Perché?
"È proprio questo il punto: il Napoli non ha sfruttato l’uomo in più, lo ha fatto pochissimo. Pensava di poter fare bottino pieno col minimo sforzo e invece non è andata così. Con quella qualità in campo dovevi chiuderla. È stato un errore di approccio".
Tra le note positive c’è Antonio Vergara. Che giocatore è?
"È un giocatore valido, ma ha bisogno di giocare. Più gioca e più può dimostrare. Napoli è una piazza difficile e in questo momento ancora di più, perché la squadra sta facendo fatica. Lui è un giocatore tecnico, ti può dare una grossa mano, però in una situazione meno complicata dal punto di vista fisico. In questo momento si è notato anche perché ha una brillantezza diversa rispetto ad altri che sono più stanchi. Quando è uscito, al sessantesimo, il Napoli si è spento: è mancato proprio il guizzo offensivo".
Hojlund invece sta vivendo un periodo senza gol. Come lo vedi?
"Sta giocando bene, ma gli mancano i gol, ed è una conseguenza del momento della squadra. Si sta sobbarcando tutto l’attacco, non è facile. Sta facendo la guerra contro tutti, senza alternative vere. Se il Napoli avesse avuto Neres, Anguissa, Lang in condizioni diverse, sarebbe stato tutto più semplice. Invece oggi manca il cambio di passo".
Sul mercato si parla di Giovane del Verona. Che tipo di innesto potrebbe essere?
"È un giocatore valido, ha gamba, quando accelera è molto tecnico. Non so se possa incidere subito nell’immediato, ma può dare qualcosa. Però prima di tutto bisogna recuperare il resto della squadra. Chi arriva deve adattarsi alla situazione e dare una mano, ma la priorità è ritrovare energie".
Infine, una parola su McTominay.
"Per fortuna che l’hanno inventato. È un giocatore incredibile: tecnico, fisico, intelligente tatticamente. Gioca ininterrottamente da mesi e il suo calo è meno visibile rispetto agli altri perché ha un motore diverso. Si vede a occhio nudo. È un atleta vero, un grande calciatore. Ancora oggi non mi spiego come abbiano potuto lasciarlo andare, ma viste le vicissitudini in Inghilterra è andata così".