Scudetto, De Paola: "Napoli? Non guarderei all'Inter, ma a Como e Juve..."
Il giornalista Paolo De Paola è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Quali sono e quali saranno, secondo lei, le condizioni per la permanenza di Conte?
“Le condizioni per Conte sono quelle di non urtare la sua suscettibilità, che a volte è molto, molto sensibile. Il punto che avete sollevato, ed è vero, è quello del confronto medico: è importante, perché se si dovesse accertare che hanno influito molto anche i carichi di lavoro, Conte è disposto a fare un passo indietro? È disposto ad accettare una critica in tal senso? Questo è il dubbio, perché è uno molto pragmatico, però difficilmente retrocede dai suoi convincimenti. Sicuramente ci sono delle responsabilità: non dico per forza dello staff medico o di Conte, ma mi piacerebbe che si arrivasse a un confronto sereno, senza traumi, senza ‘o io o lui’ o ‘o loro o noi’, alla conclusione di questa vicenda. E che, nel caso peggiore — cioè che si scoprisse che ci sono responsabilità nella preparazione, forse troppo dura o legata ai metodi di allenamento di Conte — ci fosse una presa d’atto anche da parte dell’allenatore. Ribadisco però che questo è lo scenario peggiore.”
Direttore, c’è anche la questione della famosa ‘asticella’ che Conte prova a tenere alta. Nelle sue ultime dichiarazioni ha parlato di ‘fuochi d’artificio’ delle altre: era ironico oppure crede davvero che le concorrenti si rinforzeranno molto?
“Io credo che faccia riferimento alla Roma, probabilmente, che ha una certa disponibilità economica, e anche al Como, che sta crescendo e lo farà anche nei prossimi anni. Poi c’è la Juventus, che sicuramente farà un rinnovamento, perché chi piange spesso nasconde cambiamenti in corso.”
Anche senza Champions la Juventus avrà la forza di fare investimenti?
“No, quella è dirimente. Con la Champions può fare cambiamenti, senza è tutto diverso.”
E lo stesso vale per Milan e le altre?
“Sì. Se Inter, Milan, Napoli e Juventus vanno in Champions, restano antagoniste molto forti. E alle loro spalle c’è la Roma, che potrebbe anche rientrare tramite l’Europa League. Parliamo di sei squadre che potrebbero subire rivoluzioni. L’Inter, ad esempio, avrà cambiamenti importanti: potrebbero partire 4 o 5 titolari degli ultimi anni, come Bastoni, Barella e altri giocatori importanti. Le rivoluzioni ci saranno, quindi quei ‘fuochi d’artificio’ potrebbero essere reali.”
Sul futuro di Conte e sulle condizioni per restare: il Napoli dovrà ridurre il monte ingaggi e abbassare l’età media. Ci sarà compatibilità con le sue idee?
“Sì, ma Conte non è uno che punta solo sui giovani: ha bisogno di tre o quattro campioni di riferimento che diano ossatura e forza alla squadra. Non sarà mai una rivoluzione basata solo sui giovani. Su questo servirà confronto. Conte può cambiare in base a nuove strategie di mercato? In parte sì, ma resta il dubbio sulla gestione doppia Champions-campionato. Non è ancora stato risolto l’enigma di un Conte capace di rendere allo stesso livello in entrambe le competizioni.”
Passiamo al campo: il campionato è riaperto per il Napoli? E per quale posizione? Chi resta fuori dalla corsa Champions?
“Io non considero il Napoli per la lotta scudetto, ed è legittimo dirlo: a nove punti di distanza non lo vedo. Anche il Milan, secondo me, è sganciato. L’Inter ha addirittura aumentato il vantaggio: ora è a +8 sulla seconda. È un divario difficile da colmare, a meno di un crollo improvviso che non vedo.”
E sulla corsa Champions?
“È giusto guardare anche alle spalle. Como e Juventus sono tra le squadre più in forma e sono a 5-6 punti. Il Napoli deve stare attento: davanti ci sono nove punti, ma dietro sei con squadre che giocano bene. Inoltre il calendario non è semplice: Como, Milan, Bologna, Lazio, Parma… non è un percorso agevole. Giusto avere ambizioni per lo scudetto, ma anche prudenza guardando dietro.”