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Si riapre Scudetto? Camolese: "Il bello del calcio è che accade spesso l'impensabile"

di Fabio Tarantino

Giancarlo Camolese, allenatore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Scudetto riaperto?
"Nella storia della nostra Serie A qualche grande rimonta c’è stata. Però è chiaro che il Milan ci proverà, ma credo che il primo obiettivo per quest’anno sia entrare nei primi quattro. Questo vale soprattutto per il Milan. Ci proveranno sicuramente, poi c’è la forza dell’Inter che non penso sia in discussione. Vedremo, perché il calcio è bello anche perché a volte si aprono situazioni inaspettate."

Con altri allenatori, secondo lei, il Napoli rischiava di crollare?
"Antonio e il suo staff sono sicuramente di primissimo livello. Però quando si fanno questi paragoni – se ci fosse stato un altro – non lo so, perché bisognerebbe entrare nella quotidianità. Sicuramente il problema di un allenatore non è quando ha abbondanza nei ruoli, ma quando non ha i giocatori. Il Napoli si è trovato tante volte nella situazione in cui in certi ruoli mancavano proprio, e quello è il problema principale. È chiaro che lui ha fatto di necessità virtù, ha dato spazio a ragazzi che magari ne avrebbero avuto meno e ha trovato anche delle belle risposte. Credo che la bravura sia stata quella di valorizzare tutto il gruppo e di tenerlo compatto, mantenendo fermi gli obiettivi di una grande società come il Napoli."

Per la zona Champions qual è la situazione?
"Per chi lo guarda senza essere particolarmente interessato è un bel campionato. Sicuramente ci sarà una bella battaglia per i primi quattro posti. Tutte queste squadre faranno di tutto per arrivarci perché, come diciamo sempre, entrare nelle prime quattro della Champions cambia la vita per una società dal punto di vista economico. Nessuno staff lascerà nulla di intentato. Tireranno fuori prestazioni anche oltre le proprie qualità. Questo è il periodo più bello del campionato proprio perché tutti devono dare il massimo. Dipende poi da come ci arrivi: le squadre che hanno rose più competitive, numericamente e per qualità, normalmente in questi periodi stanno meglio. Per il Napoli il fatto di recuperare più giocatori è sicuramente un lato molto positivo."

Elmas o Juan Jesus, giocatori non sempre in copertina. Quanto valore hanno questi giocatori?
"Moltissimo. Sono quelli che un allenatore, se deve sottolineare qualcosa o qualcuno all’interno del gruppo, cita sempre volentieri. Allenarsi bene non è facile quando non giochi sempre. Dico sempre che quando uno si allena bene e poi viene chiamato è normale che giochi bene, perché il dio del calcio ti premia per come sei stato professionale e per come hai vissuto la vita della squadra anche se non eri in copertina. Questo è il grande merito di chi sa tenere un gruppo e far sentire tutti importanti. Gli allenatori, quando mettono in campo un undici, pensano sempre di fare la scelta migliore per la squadra. Adesso con i cinque cambi è chiaro che molti giocatori sono più coinvolti."

Ha avuto modo di osservare Alisson Santos del Napoli, che ha segnato proprio contro il Torino? 
"L’ho visto poco, però sicuramente chi l’ha preso l’ha visto tante volte. Poi è chiaro che in un ambiente molto stimolante si spera sempre che questi giocatori trovino la forza proprio dall’ambiente per crescere ancora, migliorare ancora e diventare più importanti all’interno del gruppo. Bisogna avere tempo per essere protagonisti e migliorarsi, perché il segreto sta sempre lì: avere uno staff che ti stimola al miglioramento. Non sappiamo quanti ragazzi riescano davvero a seguirlo, perché qualcuno si accontenta, qualcuno torna indietro. Bisogna avere pazienza, ma credo che lui abbia le qualità per fare molto bene nel Napoli."


Giancarlo Camolese a PausaCaffè
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