Sorrentino: "Allegri? Avrei scelto un altro profilo. Tra Meret e Milinkovic-Savic non ho dubbi"
Stefano Sorrentino, ex portiere, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Allegri? Capisco il malumore di una parte dei tifosi. Allegri resta un ottimo allenatore, però è inevitabile che arrivi a Napoli dopo una fase della carriera diversa rispetto a quella dei grandi successi. Al Milan quest'anno ha fallito, perché non è riuscito a conquistare la Champions League e non ha vinto nulla. Negli ultimi anni alla Juventus non è riuscito a riportare il club ai livelli del passato. Per questo motivo adesso per lui diventa una sfida molto importante. Ha tra le mani una grande opportunità e sa benissimo che non può sbagliare."
Ti aspettavi una scelta diversa dopo Conte?
"Sì, sinceramente avrei puntato su un profilo differente. Quello che non mi piace è vedere sempre gli stessi allenatori passarsi da una grande squadra all'altra. Allegri tra Milan, Juventus e adesso Napoli, Conte tra Juventus, Inter e Napoli, Spalletti che ha allenato tante big. Avrei preferito un allenatore diverso, magari più giovane. Non necessariamente una scommessa, ma qualcuno capace di portare idee nuove e una prospettiva differente."
Vincenzo Italiano sarebbe stato pronto per una panchina come quella del Napoli?
"Secondo me sì. Italiano ha già fatto un percorso importante. Ha disputato finali europee, finali di Coppa Italia e ha lavorato in piazze dove la pressione era molto elevata. Ha accumulato esperienza e risultati. Per lui il Napoli avrebbe potuto rappresentare lo step successivo della carriera e l'occasione giusta per dimostrare di essere pronto per una grande squadra."
Molti tifosi hanno dubbi sul calcio proposto da Allegri negli ultimi anni. È una preoccupazione fondata?
"Quando Allegri ha vinto aveva a disposizione squadre straordinarie e campioni in grado di risolvere le partite da soli. Il famoso cortomuso poteva funzionare perché bastava una giocata individuale per portare a casa il risultato. Oggi però il calcio è cambiato. Il livello medio si è abbassato e serve qualcosa in più dal punto di vista dell'organizzazione di gioco. Basta guardare realtà come il Como di Fabregas per capire quanto oggi siano importanti le idee. I nomi da soli non bastano più. Quando non hai fuoriclasse che risolvono le gare, devono fare la differenza il gioco, l'organizzazione e la struttura della squadra. Al Milan, soprattutto nell'ultima parte della stagione, questo è mancato."
Allegri dovrà scegliere tra Meret e Milinkovic-Savic. Chi vedi più adatto?
"Io non condivido molto questa moda secondo cui il portiere debba essere scelto in base al sistema di gioco. Il portiere deve prima di tutto parare. Puoi giocare a tre, a quattro o a cinque dietro, ma se il portiere non para diventa tutto inutile. È giusto che sappia utilizzare i piedi, perché il calcio moderno va in quella direzione, ma la priorità restano le mani. Negli ultimi anni si è commesso l'errore di esaltare portieri normali tra i pali soltanto perché bravi nella costruzione dal basso. Io preferisco un portiere fortissimo tra i pali e normale con i piedi, perché la tecnica con i piedi si può migliorare, mentre certe qualità naturali tra i pali o le hai oppure no."
E tra Meret e Milinkovic-Savic chi scegli?
"Meret tutta la vita. Io sto dalla parte di Meret senza alcun dubbio."