Specchia: "Lucca? Voci su carattere c'erano già all'Ajax. Senza parole..."
Paolo Specchia, allenatore, è intervenuto nel corso de Il Bar di Tuttonapoli, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
"Neres? Se un giocatore ha un problema alla caviglia, o ce l’ha davvero oppure no. Se ce l’ha, non torna in campo a fare lavoro intenso dopo la partita. Se invece fa tutto regolarmente, allora significa che stava bene. A quel punto bisogna interrogarsi: se stava bene, perché ha giocato da fantasma? Se non stava bene, perché è stato schierato e poi fatto lavorare? Io escludo che ci sia la volontà di rovinare i giocatori. Allora resta solo una spiegazione: c’è qualcosa che non funziona nel rendimento e nell’atteggiamento. E questo è grave.
Lucca? Quando si prendono i giocatori, non basta il valore tecnico. Bisogna chiedere: che uomo è? Che persona è? È umile, è disposto al sacrificio, è maturo? Io, da allenatore, prima di accettare un giocatore chiamavo allenatori, dirigenti, persone che lo conoscevano. L’uomo viene prima del calciatore.
Se manca la determinazione, la voglia di lottare, la disponibilità al lavoro, allora puoi essere forte quanto vuoi ma non vai lontano. E nel caso di Lucca, per esempio, certe voci sull’atteggiamento c’erano già ai tempi dell’Ajax. È un peccato, perché parliamo di un ragazzo pagato tanto che a Napoli non è migliorato in nulla. Lucca ha sicuramente problemi anche caratteriali: non dà contributo nella lotta, nella determinazione, non sfrutta nemmeno il fisico che ha. Questo mi lascia veramente senza parole.
Su Lang, invece, credo che sia stata fatta una valutazione eccessiva del suo valore. È un giocatore volenteroso, corre, si impegna, ma non è da grande piazza come Napoli. Qualche volta salta l’uomo, ma manca sempre la decisività. Ieri è uscito nervoso, non ha preso bene la sostituzione. Anche questo è un segnale. Napoli, dopo uno scudetto vinto in quel modo, ha bisogno di giocatori di livello superiore.
Conte vuole uomini che si buttano nel fuoco, che non si lamentano, che reggono carichi di lavoro pesanti. Chi resiste, diventa un vincente. Guardate Spinazzola, guardate McTominay: in Inghilterra era un giocatore normale, qui è diventato dominante. Questo perché il lavoro di Conte, per quanto duro, alla lunga paga sempre. Chi non regge, resta indietro. È una selezione naturale.
Napoli stanco? Sì, nelle ultime tre partite il Napoli è apparso scarico almeno due volte. Giocare ogni tre giorni pesa, soprattutto con una rosa corta. Le fatiche emergono, prima nella testa e poi nelle gambe. Ora serve l’aiuto di chi ha giocato meno, ma se certi giocatori non danno nulla, è inutile forzarli.
Il mercato sarà decisivo: a gennaio non puoi sbagliare. Se non c’è la certezza assoluta — tecnica e umana — meglio non prendere nessuno. Servono giocatori motivati, seri, determinati. Se manca anche solo uno di questi aspetti, è un rischio enorme".