Troise: "Senza Fab Four De Bruyne liberato e più tiri, la squadra gira meglio"
Ciro Troise, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Insomma, nell'after day di Napoli-Lazio, che cosa ti ha raccontato questo Napoli-Cremonese?
“È stata una partita in cui il Napoli ha dato una risposta alla partita contro la Lazio e ha fatto vedere delle buone cose, perché è il contrario di quello che ha preso con la Lazio: lì ha subito, stavolta invece ha fatto subito. In tre minuti il Napoli fa tutto quello che non aveva fatto contro la Lazio, secondo me, contro la Cremonese. Per me è vero: la testa, l’atteggiamento, tutto giustissimo. La partita con la Lazio è quella in cui si paga il pareggio di Parma a livello mentale, ma anche la testa si può indirizzare con le scelte. Per me è una partita che, anche sempre tenendo conto del valore dell’avversario che è diverso, le scelte sono state impegnate: dal rientro di Rrhamani, che fa la differenza nel Napoli soprattutto in costruzione, alla capacità di liberare De Bruyne tra le linee, all’inserimento di Alisson Santos che ha dribbling, uno contro uno, vivacità, tutto questo. Il discorso è che questa situazione ha favorito: basta pensare a quanti tiri in porta ha fatto il Napoli rispetto a quelli contro la Lazio. È una traccia che ti dimostra che in questo momento quell’esperimento dei Fab Four non ha funzionato. Fare scelte che tengono conto di chi sta meglio in questo momento può darti migliori risultati.
Su Olivera braccetto di destra ha fatto un’ottima prestazione e forse, nelle uscite dal basso, lui col mancino rientrando verso il campo si è trovato anche meglio rispetto a sinistra.? "Il primo gol nasce così, c’è la corresponsabilità di Okereke che esce molto male in pressione sulla costruzione avversaria, però ha fatto bene sicuramente. C’erano pochi sbocchi: è una manovra che tende a essere piatta quando ci sono i Fab Four tutti insieme. Il Napoli con i Fab Four in campo dal primo minuto non mi ha mai convinto, né a Cagliari, né con Milan, né con la Lazio e né a Parma.”
Secondo te si abbandonerà questa idea dei Fab Four nel proseguo della stagione?
“Io credo di sì. Ci sono stati diversi Napoli in questa stagione che sono stati presentati, quindi tutto può succedere, però io credo e mi auguro che si vada più verso le scelte viste con la Cremonese. Sembra una squadra che giri anche in una maniera diversa.”
Che giudizio dai sulla prestazione di Gutierrez e sul progetto futuro del Napoli?
“Io credo che il Napoli del futuro sia fatto dai Gutierrez, dai Gilmour che abbiamo rivisto in campo, dagli Alisson Santos, dagli Hojlund, da questo blocco qui. Quindi credo che ci sia tanto margine su cui lavorare. Io credo che il Napoli l’anno prossimo cercherà di liberarsi di Anghissà, non sono convinto rimarrà De Bruyne, neanche dalle scelte sull’allenatore, sul progetto tecnico. Credo che andrà via Lukaku, credo che non rinnoverà Juan Jesus. Ho qualche dubbio su Spinazzola ancora, ma penso che Anguiissa sia uno degli over 30 che possa essere ceduto. Per me c’è tanto populismo, però non si guarda all’unico fronte da cui parte tutto che merita attenzione: il progetto degli arbitri professionisti. Gravina aveva inventato il progetto degli arbitri professionisti, c’era il vizio di forma che a capo sarebbe stato ancora Rocchi, quindi non ci sarebbe stato un cambiamento. Per me non va abbandonata quell’idea. È arrivato il momento di cambiare un po’ di cose: cambiare lo statuto della FIGC, cambiare come funziona il Consiglio federale oggi, cambiare l’AIA che è ancora un’associazione che fa parte del Consiglio federale, prendere gli arbitri professionisti. Vorrei sentire parlare più di questo piuttosto che esasperare delle cose che al momento non ci sono.”
Da chi ripartiresti come presidente FIGC per dare una sterzata?
“A me può anche andare bene Malagò. Anche Malagò con questo sistema fa fatica. Deve essere cambiato proprio lo statuto del funzionamento del Consiglio federale. Secondo me è normale che i dilettanti siano il mondo con più potere, mi sembra relazionato e proporzionale al calcio attuale. La giocano sui numeri, sugli iscritti, sui milioni di persone dilettanti. La Serie A che sposta tutto: questa è una visione vecchia. Oggi il calcio è un’industria, devi strutturarlo anche nel suo funzionamento, nella sua organizzazione, in virtù delle caratteristiche di quest’industria. Poi sulla questione degli arbitri professionisti mi sembra assurdo che non lo siano ancora. Io poi farei anche il sorteggio sugli arbitri. Dico sempre che l’unico anno in cui è stato fatto il sorteggio integrale ha vinto il Verona il campionato. Detto questo, non mi piace il paragone con Calciopoli perché è una cosa molto seria: un sistema di potere che indirizzava il calcio italiano. Al momento non ci vedo tutto ciò. Negli ultimi anni ho visto più un disordine nel funzionamento del VAR che un sistema. All’epoca di Calciopoli non credo che il Napoli, anche se avesse avuto le forze, avrebbe potuto vincere due scudetti in tre anni. Oggi è successo davvero. Anche a livello culturale e comunicativo non andiamo a esasperare una situazione già caotica.”
Quattro gare alla fine: il Napoli può fare percorso netto?
“Me lo auguro. La prossima è una partita complicatissima. I mezzi ci sono, perché per me la squadra che si esprime come si è vista con la Cremonese ce la può fare. Io sono anche uno di quelli che ci tiene al secondo posto. A me farebbe piacere il decimo secondo posto della sua storia. Se ragioniamo sulla teoria Bologna, Pisa, Udinese sembra un percorso in discesa, però oggi giocare contro il Como è uno degli avversari più difficili del calcio italiano, se non il più difficile dopo l’Inter.”