Troppi infortuni, De Biasi: "C'è da interrogarsi su un aspetto e lo farà anche Conte"
Gianni De Biasi, allenatore, ex Torino, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Annata molto particolare per il Napoli, tra tanti infortuni e giocatori che entrano ed escono dalla formazione.
"Chiaramente quando ti mancano i giocatori diventa tutto più difficile da programmare e da gestire. C’è un po’ da interrogarsi e forse servirà anche ad Antonio: nonostante la sua esperienza, ogni nuova situazione ti aiuta a capire meglio. Il dato di fatto è che ci sono stati tanti infortuni, alcuni muscolari e altri traumatici, e questo ovviamente può incidere attraverso tanti fattori. Non stiamo qui a esaminarli tutti: è chiaro che si gioca molto, però ci sono anche rose adeguate per affrontare queste situazioni. Serve un po’ di rotazione dei giocatori, il famoso turnover, e un’attenzione in più sui recuperi e sugli aspetti legati alla preparazione delle partite, sia dal punto di vista fisico sia da quello tattico."
I giocatori possono pensare al Mondiale anche nella gestione fisica?
"No, io credo proprio di no. I giocatori oggi sono abituati ad avere impegni costanti e ravvicinati. L’impegno con la nazionale è qualcosa che viene dopo: in questo momento di campionato devi tirare fuori tutte le risorse che hai per arrivare il più in alto possibile. Non credo che uno stia pensando adesso alle partite di qualificazione o allo spareggio per il Mondiale. Lo stesso vale per gli stranieri: non credo che pensino alla loro nazionale. Quello semmai lo scopri quando fai il selezionatore e devi ricordare tu ai giocatori che esiste anche la nazionale. Credo quindi che il tema degli infortuni vada analizzato in maniera diversa."
Il Torino ha appena cambiato allenatore: davvero il cambio in panchina dà una spinta immediata alla squadra? È qualcosa che il Napoli deve temere?
"Ogni allenatore ha il suo approccio e il suo modo di vedere le cose. Se entri troppo a gamba tesa appena arrivi può anche essere che crei più danni che benefici. Il Torino ha vinto con la Lazio e questo è sicuramente un bel risultato perché la squadra cominciava ad avvicinarsi un po’ troppo alla zona bassa della classifica. Adesso può affrontare questa partita con maggiore serenità, anche se da qui alla fine sarà comunque una lotta per restare il più lontano possibile dal terzultimo posto. D’Aversa avrà portato qualcosa di suo: ho visto la partita inaugurale ed è stata una gara molto combattuta, in cui il Torino è stato più efficace sotto porta. Per il resto è stata una partita molto equilibrata."
Il Napoli ritroverà De Bruyne dopo l’infortunio: dove può rendere al meglio e quanto il nuovo modulo può esaltarlo?
"È difficile dirlo. Per fare un’analisi seria bisognerebbe avere sotto mano la situazione reale. Prima di tutto bisogna capire la condizione fisica: a che punto è questo giocatore che è stato importantissimo ma che, prima dell’infortunio, era anche finito un po’ al centro delle critiche. Se parliamo di De Bruyne, però, parliamo di un giocatore straordinario, con una carriera importantissima alle spalle. Se sta bene è un calciatore che può giocare praticamente in qualsiasi ruolo dalla metà campo in avanti."
Dal punto di vista tattico, nel calcio di oggi può funzionare una coppia di centravanti come Lucca e Lukaku dal primo minuto?
"Perché no? Anche perché Lucca è molto mobile: è un giocatore che può integrarsi con la stazza e le qualità di Lukaku, che davanti può fare la torre e diventare un punto di riferimento anche per lui. Poi sarà ovviamente il campo il giudice supremo, perché i giocatori li mettiamo sulla carta ma poi sono loro che si muovono e devono trovare gli equilibri giusti."