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Vergara, lo scopritore: "Ci fu un momento in cui voleva andar via, fu decisivo Grava"

di Arturo Minervini

Salvatore Lodi, Presidente della Scuola Calcio Fratelli Lodi, è stato uno degli scopritori di Antonio Vergara. Lodi è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Che emozione è stata vedere Antonio salire le scalette del Maradona e giocare da titolare?

"È stata un’emozione fortissima. Lo conosco benissimo e so quanto possa pesare per un napoletano entrare al Maradona davanti a 40 mila persone. L’emozione un po’ l’ha fregato all’inizio, ma poi mi ha stupito per l’impatto che ha avuto. Ha dimostrato personalità, presenza, carattere. È stato bravissimo".

Che tipo di giocatore è oggi Antonio dal punto di vista mentale?

"Antonio è forte nella testa. Ha personalità, non ha mai fatto una brutta figura nei minuti che gli sono stati concessi. È uno che regge la pressione. Può essere “fregato” solo dai primi cinque minuti, poi entra in partita e cresce".

Tu lo hai cresciuto fin da piccolo. Che bambino era Antonio?

"Era un mostro sacro. Aveva qualità enormi, ma fisicamente era piccolo,”. Nel settore giovanile spesso conta la fisicità, e lui all’inizio pagava questo aspetto. Ci fu anche un momento in cui il papà voleva portarlo via, poi andammo a parlare con Grava che ci disse che i calciatori giovani andavano aspettati e decidemmo di aspettare. È stato giusto così".

C’è chi dice che Vergara non abbia il motore per certi livelli. Sei d’accordo?

"Assolutamente no. Antonio ha sempre avuto un motore importante. Da piccolo il suo punto di forza era il recupero palla, correva tantissimo. Questa cosa la sta dimostrando anche ora. Dire che non ha il motore è una sciocchezza".

Qual è il ruolo ideale di Vergara?

"Può giocare ovunque. L’ho visto esterno alto, seconda punta, mezz’ala. Per me da mezz’ala è fortissimo, ma anche sulla trequarti può fare la differenza per rapidità e cambio di passo. Ora è un giocatore “senza ruolo fisso”, ma uno che ogni allenatore vorrebbe in rosa".

Un’eventuale titolarità in Champions può mettergli pressione?

"No, lo gaserà. È uno che queste partite se le mangia. Se partirà dall’inizio farà una grande partita, ne sono convinto. Lo conosco troppo bene".

Quanto è importante la pazienza nella crescita dei giovani?

"Fondamentale. I giovani vanno aspettati. Oggi si vogliono giocatori pronti, ma quelli costano milioni. Antonio sta crescendo nel modo giusto: dieci minuti, un tempo, una titolarità. Conte lo sta gestendo bene. Bisogna stare calmi".


Salvatore Lodi al Bar di Tutto Napoli
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