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Zaccone risponde a Chivu: "Ma che c'entra Maradona! E sulle scuse di Bastoni..."

di Arturo Minervini

Maurizio Zaccone, durante Pausa Caffè, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Da tifoso del Napoli, come accogli le parole di Bastoni? Ha fatto bene a chiedere scusa?

"Per me non sono state vere scuse, ma un tentativo di ridimensionare l’episodio, inserirlo nella categoria del “succede”. Succede però solo perché culturalmente tolleriamo tutto questo, non perché sia inevitabile. Ha messo la faccia, certo, ma resto dell’idea che siano state scuse parziali. La simulazione è stata antisportiva, punto. Nessuna tragedia o scandalo epocale, ma nel calcio di oggi, che dovrebbe andare verso trasparenza e autocritica, serve altro".

Chivu ha inizialmente difeso l’episodio, poi ha tirato in ballo Diego Armando Maradona. Un paragone corretto?

"La giustificazione fa sorridere. Sarebbe bastato dire: è stata una chiara simulazione, è successo, non dovrebbe più accadere, punto. Sul paragone con Maradona voglio fare chiarezza: non regge, storicamente. Dire che nessuno criticò il gol di mano è falso. In Inghilterra, ancora oggi, è considerato una truffa sportiva. Non fu accettato universalmente. Va contestualizzato: era una partita di Nazionale, quattro anni dopo una guerra, letta come rivincita geopolitica. Non un episodio di campionato con VAR e trenta telecamere. All’epoca l’errore arbitrale era parte del sistema, la tecnologia non esisteva.

Oggi una simulazione è il tentativo di raggirare un sistema tecnologico nato per garantire equità. Inoltre Maradona è entrato nella storia non per quel gol, ma per quello successivo e per tutto il resto. Il paragone, quindi, non sta in piedi.

Dopo la doppietta con il Galatasaray, Lang può rappresentare un rimpianto?

"No, nessun rimpianto. Quando un giocatore va via sembra sempre che ci sia qualcosa da rimpiangere, ma Lang ha avuto le sue opportunità a Napoli e non le ha colte. Se trova un ambiente dove esprimersi meglio, sono contento per lui e per il Napoli, che potrà valorizzare l’investimento. Non c’è stato un errore di valutazione: semplicemente non si è inserito come doveva. Aspettiamo continuità prima di parlare".


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