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Zeballos-Napoli, dall'Argentina: "Può prendere eredità di Kvara e ricorda un esterno del City"

di Davide Baratto

Tommaso Spada, esperto di calcio sudamericano conosciuto sui social come El Goldito, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Sei stato a Buenos Aires e hai visto dal vivo Zeballos, di cui si parla tanto in ottica Napoli: che impressione ti ha fatto?

"Faccio una premessa: qua i vari media argentini stanno raccontando che Zeballos se ne andrà, è richiesto molto in Italia e in Spagna, e la voce che si avvicina di più è quella dell'Italia, quindi già anche qua stanno mettendo le basi su un suo possibile trasferimento. È un giocatore importante, quasi fondamentale oggi al Boca, in un momento molto particolare del club. L'ho visto due volte e in una di queste, contro l'Universidad Católica alla Bombonera, ogni pallone passava da lui e ogni speranza di aggrapparsi a un'ultima chance per entrare agli ottavi di Coppa Libertadores passava da lui. È un giocatore che predilige l'esterno sinistro: parte da sinistra, si accentra, è velocissimo. Mi sono permesso di azzardare un paragone: secondo me potrebbe raccogliere l'eredità di Kvara a Napoli, perché Kvara se n'è andato un anno e mezzo fa e non c'è stato un vero sostituto. Parlando con altri esperti che lo conoscevano, ho fatto l'esempio di Doku del City, per questa velocità di muoversi con le prime tre dita per l'interno e le ultime tre per l'esterno: lo vedi arrivare e dopo tre secondi ce l'hai a cinque metri dietro, non lo vedi proprio. È meno goleador di Kvara, forse gioca un po' più per gli altri, ma cerca il dribbling, cerca l'uomo. Qua lo chiamano 'el Pibe', il ragazzino, come se fosse un eterno prodigio."

In quale modulo lo vedi meglio? Perché con Allegri al Napoli si parla di un possibile 3-5-2:

"Per un 4-3-3, non per un 3-4-3 e non per un 3-5-2. Se il Napoli lo va a prendere, significa che l'intenzione è quella, visto che ci sono già tanti esterni. Col 3-5-2 davanti perdi un sacco del suo potenziale. Allegri ha già provato ad adattare Chiesa da esterno a seconda punta alla Juventus e quell'esperimento ha coinciso con un netto calo del giocatore. Zeballos è uno che vuole puntare l'uomo, vuole andare sul fondo, vuole rientrare: è molto diverso da Leao, che si lancia la palla. Il problema più grande, chiamiamolo problema tra virgolette, è l'adattamento al calcio di Allegri. Qua in Argentina il calcio è molto fisico, molto uno contro uno, abbastanza aggressivo sulle caviglie: in Italia invece ti aspettano e ti difendono, quindi Zeballos potrebbe fare un po' fatica, ma va aspettato. Prendere Zeballos e relegarlo in panchina perché ancora non è pronto sarebbe un rischio: potresti mandarlo in prestito, lui trova un'identità altrove e poi non vuole più ritrovare una piazza come Napoli. Bisogna dargli fiducia e tempo."

È bravo anche sui calci piazzati? 

"Sui piazzati non ho visto questa grande abilità, anche perché al Boca se vuoi battere qualcosa devi passare da Paredes con tre mesi di preavviso (ride, ndr). Ha un buon piede, ma non è la sua abilità più forte. Se cerchiamo qualcuno che batta i piazzati, spererei che De Bruyne rimanga e faccia il titolare: è un campione."

Cosa ti ha sorpreso di più in questo viaggio nel calcio sudamericano? La differenza più grande rispetto a quello europeo?

"Parto da una premessa: non voglio sembrare quello che dice 'ah, in Sudamerica è tutto diverso', però il tifo e lo stadio sono davvero molto diversi. Vi faccio un esempio: il Boca sta passando un momento orrendo, fuori da tutto, eliminato in ogni competizione. Alla Bombonera, un'esperienza che mi dà ancora i brividi, fino al novantesimo non c'era un fischio. Quei palloni messi in mezzo negli ultimi minuti, quelli che in Italia vengono fischiati sempre, qua nessuno li ha fischiati: era un sostegno completo fino alla fine. Un'altra cosa che mi ha colpito è che nessuno esce dallo stadio prima del novantesimo. Non esiste l'appuntamento, il parcheggio, il traffico: si esce tutti quando l'arbitro fischia, e l'ho visto in partite da 1-1, da 3-0, da 2-0. E poi c'è un'altra cosa bellissima: i giocatori che in Italia magari non ce l'hanno fatta o hanno diviso il pubblico, qua sono visti come beniamini e idoli. Ho visto il pubblico del Peñarol alzarsi in piedi per Maxi Oliveira, ex terzino della Fiorentina. Ho visto Nico Lopez, che giocava alla Roma, acclamato come un beniamino. Paredes qua ha murales accanto a quelli di Diego. Questo mi ha colpito molto, ed è anche per questo che dicevo che Zeballos va aspettato: non deve essere uno di quelli che tornano in Sudamerica criticati dopo una o due stagioni in Italia."


Tommaso Spada a Napoli Talk
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