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Che sfida a centrocampo tra Napoli e Milan: Lobotka contro Modric

di Daniele Rodia

C'è una sfida nella sfida, lunedì al Maradona. Stanislav Lobotka contro Luka Modric: non un semplice incrocio tra due giocatori di qualità, ma un confronto che porta con sé anni di studio, rispetto e ammirazione. Per il regista slovacco, il croato ha rappresentato a lungo qualcosa di più di un avversario: quasi un modello da osservare e interiorizzare. Lobotka arriva alla sfida con il Milan dopo i 55' minuti di Cagliari e due gare da 90' con la Slovacchia nelle qualificazioni Mondiali — risultati insufficienti per il pass al Mondiale, ma utili per ritrovare ritmo e continuità dopo l'ultimo infortunio. Conte lo rivuole al centro del gioco nel momento più delicato della stagione. Lo riporta il Corriere dello Sport.

Lobotka e Modric, una rivalità lunga anni: dai duelli in Champions League al Maradona alle sfide Slovacchia–Croazia

Gli incroci tra Lobotka e Modric hanno una storia lunga. Ai tempi del Celta Vigo, lo slovacco lo affrontava regolarmente in Liga contro il Real Madrid. Poi sono arrivati i duelli in Champions League con il Napoli: il 2-3 al Maradona nel 2023 e il 4-2 al Bernabeu nel ritorno. E ancora le sfide tra nazionali, Slovacchia contro Croazia, spesso inclinate dalla parte del vincitore del Pallone d'Oro 2018. Fino alla stagione in corso: prima il 2-1 del Milan a San Siro, poi la rivincita azzurra nella semifinale di Supercoppa vinta 2-0 in Arabia, con Lobotka padrone assoluto del centrocampo e Modric entrato soltanto nel finale.

Lobotka non è il nuovo Modric: è diventato la sua versione originale, il miglior playmaker della Serie A

Il filo tra i due è sottile ma solido. Lobotka ha sempre ammirato quel modo di stare in campo: ricevere palla sotto pressione, uscire pulito dalle situazioni difficili, dare ritmo senza sembrare mai in affanno. Modric è stato per anni un manuale vivente di leadership silenziosa e ricerca dell'ordine — portata ai massimi livelli di eleganza. Ma Lobotka non è un imitatore: partito da quel modello, ha costruito la propria versione personale, meno verticale e meno scenografica, ma altrettanto decisiva per gli equilibri della squadra. Lunedì sera al Maradona si affronteranno il quarantenne che continua a reggere l'urto ad altissimo livello e il playmaker slovacco che è diventato, a tutti gli effetti, uno dei registi più riconoscibili della Serie A.


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