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Conte, si vince anche senza attacco show: il dato dello scorso anno

di Fabio Tarantino

Rasmus Hojlund non si ferma da ottobre. Le sta giocando tutte. Non ha alternative, al netto di Lukaku che è appena rientrato. Ne parla La Gazzetta dello Sport oggi in edicola. Focus sui numeri dell'attacco azzurro.

"Il progetto (e)Rasmus, per fortuna: altrimenti, in quei sedici metri, sarebbe stato necessario inventarsi una vita nuova. Per fortuna che Hojlund c’è, canteranno silenziosamente tra le ombre dell’area di rigore, trentatré reti (appena) segnate, quarantadue incluse la Champions, dieci delle quali però appartengono all’uomo dei sogni, catapultato a Napoli nel pieno dell’incubo per l’infortunio a Lukaku e divenuto terapia d’urto. Antonio Conte con i gol ci ha convissuto: la sua prima Juventus ne fece 68; la seconda, arrivò a 71; e la terza per atterrare a 102 punti se ne concesse 80. L’Inter del 2020-21 per non fargli torto si abbuffò con 89 reti. L’anomalia della Conte-story è il Napoli, ormai da diciotto mesi, e le ragioni possono essere tante e varie, ma le statistiche non le accolgono: racconta la stagione passata che per arrivare allo scudetto al Napoli di Conte siano stati sufficienti 59 reti, con una media di 1,5. Hojlund sta a sei (in campionato), McTominay è arrivato già a cinque; Anguissa e De Bruyne sono stati costretti a fermarsi a quattro; e Neres a tre, prima di finire in sala operatoria; due li ha fatti Spinazzola; uno a testa Rrahmani, Lobotka, Gilmour, Gutierrez, Beukema, Vergara, Lang, Lucca e Di Lorenzo".


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