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Fedele: "Giovane pesce fuori d'acqua. Alisson non sembra uno che cambia le partite"

di Arturo Minervini

"Esce ai rigori il Napoli dalla Coppa Italia e fa male, maledettamente male, perché stavolta l’eliminazione non ha il volto della superiorità altrui ma quello beffardo della lotteria dagli undici metri. Lukaku e Lobotka tradiscono dal dischetto, e in semifinale contro l’Inter ci va il Como di Fabregas, una squadra che sinceramente non mi ha impressionato per nulla". Così scrive Enrico Fedele nella sua analisi per il quotidiano Il Roma. Fedele sottolinea la buona prova degli azzurri: "Il Napoli ha mostrato una condizione atletica più che apprezzabile, segno che la squadra c’è, che la gamba regge e che la testa pure. Poi, però, arrivano i rigori. E lì il calcio diventa crudele, spietato, quasi irrazionale. Tutto il lavoro, la fatica, la reazione evaporano in pochi secondi. È la legge non scritta del dischetto, che stavolta non ha premiato gli azzurri, come contro il Cagliari".

Sulle note negative: "Le note dolenti, però, arrivano dagli ultimi arrivati. Giovane è sembrato un pesce fuor d’acqua, come se la maglia gli fosse stata consegnata solo per far numero: nemmeno un tocco che lasciasse intravedere una possibile utilità per il prosieguo della stagione. E anche il brasiliano Alisson non ha dato l’impressione di essere uno di quelli che cambiano le partite". 


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