Rocchi era uno degli indagati anche per Calciopoli: ecco perché fu prosciolto
Il nome di Gianluca Rocchi, designatore che si è autosospeso dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia per concorso in frode sportiva, è certamente uno die più caldi di queste ore. La Gazzetta dello Sport ha ricordato anche il suo coinvolgimento nello scandalo più famoso del calcio italiano ovvero Calciopoli. Tra le tante partite incriminate ce n'è era anche una arbitrata proprio da Rocchi: si tratta di Chievo-Lazio del 20 febbraio 2005, vinta per 0-1 dai biancocelesti grazie alla rete dell'attaccante laziale Tommaso Rocchi. Un'accusa però chiusa con un nulla di fatto. L'AIA ritenne infatti di non dover neanche sospendere il direttore di gara in via cautelativa.
Rocchi coinvolto in Calciopoli: fu prosciolto
Nel procedimento della giustizia sportiva, Rocchi venne prosciolto. In sede di giustizia ordinaria andò a processo, scelse il rito abbreviato e venne assolto dall'accusa di frode sportiva per aver favorito la Lazio. La Cassazione, nelle sue motivazioni su Calciopoli, evidenziò l'assoluzione di Rocchi per l'insussistenza del fatto. Venne però evidenziato quanto segue: "Per quanto riguarda le vicende legate alle due partite (oltre a Chievo-Lazio, altra era Lazio-Parma 2-0 del 27 febbraio 2005), in almeno una di esse - Chievo-Lazio - la corte distrettuale ha evidenziato elementi sospetti rappresentati da una serie di sviste arbitrali a favore della società romana".