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Dopo 24 anni, il Napoli vince due trofei in uno stesso anno solare

di Vincenzo Perrella

Nell’anno solare 1987, in pochi giorni, il Napoli vince Scudetto e Coppa Italia. Tre anni dopo, nel 1990, tra aprile e settembre, il Napoli vince Scudetto e Supercoppa italiana. Infine, nell’anno solare 2014, il Napoli alza due trofei: Coppa Italia e Supercoppa italiana. Questa fantastica doppietta è stata fallita due anni or sono, quando alla vittoria in Coppa Italia non fece seguito la vittoria in Supercoppa, persa contro la Juve nella famosa partita di Pechino. Nell’albo d’oro azzurro, oltre a due scudetti, ad una Coppa Uefa e a cinque Coppe Italia, ora campeggiano anche due Supercoppa italiana. 

Lo scenario è quello dello stadio Al Sadd di Doha, un gioiello di 14.000 posti. Mancava un po’ il calore che si respira negli stadi italiani, quando ci sono di fronte Juve e Napoli. Forse un bene, visti i tempi. Forse un male, visto il significato di questa partita. Ma i fattori economici non hanno appiattito il fascino dell’evento. Anzi! Il Napoli doveva cancellare l’ultimo mese di campionato, condito da 6 punti in 5 partite. Allegri lo aveva detto prima della gara: in un torneo lungo 9 mesi, il Napoli non vincerà mai, perché non costruito per un lasso di tempo così lungo. La rosa è inadatta per questo risultato. Ma in una partita secca o in un torneo breve come la Coppa Italia, il Napoli può battere chiunque. Nelle due edizioni di Coppa Italia vinta in tre anni e nella vittoria della Supercoppa italiana, il Napoli ha battuto in finale squadre come Juventus e Fiorentina ed eliminato la Roma. Chapeau! In campionato, invece, il Napoli inciampa su squadre come Chievo, Cagliari, Palermo, Empoli. Se vuoi vincere un torneo, devi battere per forza tali squadre. E qui il Napoli è carente.

Higuain come Careca e Silenzi. Il Pipita ha realizzato una doppietta come i due attaccanti che 24 anni fa regalarono l’ultima Supercoppa al Napoli. L’argentino, oltre i due gol segnati a Buffon, ha anche colpito un palo con una giocata sontuosa. Ma la finale di Doha ha avuto altri protagonisti da non dimenticare. E’ stata la rivincita di Rafael, portiere criticato talvolta anche oltre i propri demeriti. Ha parato a Padoin il rigore decisivo, dimostrando di poter superare il momento di difficoltà che lo attanaglia ormai da tempo. Un altro palo per il Napoli è stato colpito da Hamsik, bene per mezz’ora, poi si è eclissato. Contro la Juve, bene anche Gargano, Ghoulam e a tratti De Guzman. Bene anche Maggio e David Lopez. Male, in occasione dell’1-0 bianconero, la coppia di centrali Koulibaly-Albiol. Ma quest’anno non è una novità. Male ancora Callejon, che si è divorato un gol clamoroso davanti a Buffon. 

Si chiude il 2014, un anno solare che ha visto il Napoli (come detto) alzare due coppe e collezionare in campionato (tra il finale della scorsa annata e l’inizio dell’attuale) 69 punti in 37 giornate. I gol segnati sono stati 69 (41 nel precedente campionato, 28 nell’attuale), quelli subiti sono 36 (16 nel precedente campionato, 20 nell’attuale).

Com’è bello vincere. Che questo sia un monito per Aurelio De Laurentiis, il quale ha sollevato a Doha il terzo trofeo della sua era a Napoli. Forse questo dolce sapore darà al presidente la forza e il coraggio di investire sempre di più per un Napoli vincente anche in campionato, unico torneo nazionale che ancora manca alla sua collezione. Forse per il 2015 non sarà possibile, ma per la stagione successiva diventa quasi un obbligo. Intanto il Napoli di Doha ha regalato un sereno Natale ai suoi tifosi


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