I presidenti del Napoli da Ascarelli a De Laurentiis - terza puntata
Nel 1969 un giovane e rampante Corrado Ferlaino, col suo fare, furbo e scaltro, diventa il nuovo presidente del club azzurro. Nelle successive due stagioni, dal 1969 al 1971, il Napoli giunge rispettivamente 6° e 3° in classifica. Il breve interregno di Ettore Sacchi (1971-72) come presidente del Napoli significa solo un anonimo 8° posto. Nel 1972 Corrado Ferlaino è di ancora lì al suo posto che tiene fino al 1993 (anche se per due anni c’è la inedita figura di Marino Brancaccio). Nella stagione 1972-73 il Napoli arriva 9° in classifica, ma nonostante questo risultato non positivo, gli anni che seguono sono forieri di eccellenti risultati. Nel 1973-74, ad esempio, vi è un magnifico 3° posto, mentre nel 1974-75 il Napoli è sul punto di scrivere la storia, purtroppo però è beffato dalla Juventus. La classifica finale dice: Juventus prima con punti 43, Napoli secondo con punti 41. L’afflizione non fa certo parte dell’ingegner Ferlaino, che anzi nel 1975-76 ingaggia Giuseppe Savoldi per la cifra di 2 miliardi di vecchie lire: ancora una volta il Napoli stabilisce un nuovo record di soldi investiti per un calciatore. Ferlaino così vede il suo Napoli giungere 5° in classifica, e nel 1976-77 nonostante il 7° posto non esaltante, vince la coppa Italo-Inglese. Nei successivi tre anni arrivano due sesti posti ed una 11° posizione. Nel 1980-81 il Napoli torna fra le prime 3 squadre d’Italia con un fantastico terzo posto, peggiorato parzialmente nell’anno successivo col 4° posto. Infine, il 10° posto della stagione 1982-83 sembra chiudere un ciclo importante. Ferlaino investe ancora, ma la stagione 1983-84 è conclusa con un 12° posto tutt’altro che indimenticabile. Ed ecco il colpo di genio: nella stagione 1984-85, al termine di una trattativa interminabile, Ferlaino porta il grande Diego Armando Maradona a Napoli, direttamente dal Barcellona, per la cifra record di 13 miliardi di lire: è l’ennesimo record stabilito dal Napoli come cifra investita per un calciatore. In città si comincia a sognare il titolo, ma in quella stagione non si va oltre l’8° posto finale. Il 1985-86 è invece l’anno in cui si comincia a vedere un Napoli sempre più convinto dei suoi mezzi, ed il 3° posto finale è solo l’antipasto di ciò che sarebbe successo l’anno successivo. Il 1986-87 è infatti l’anno del primo storico scudetto del Napoli, targato Corrado Ferlaino e Diego Maradona. Ferlaino è consacrato come il primo presidente della storia ad infrangere un tabù durato 60 anni! Non sazio, il Napoli vince pure la Coppa Italia. La squadra esce però al primo turno di Coppa Campioni (contro il grande Real Madrid). Sembra però pronta a vincere di nuovo lo scudetto nella stagione 1987-88, ma non è così. A causa di vicissitudini interne poco chiare e di un Milan molto forte, arriva “solo” il 2° posto, ripetuto nella stagione 1988-89, ma quello è l’anno della prima storica vittoria europea: nella doppia finale contro lo Stoccarda è vinta la Coppa Uefa. Eppure quei due secondi posti consecutivi sembrano una maledizione che però il Napoli infrange nel 1989-90, quando arriva il 2° storico scudetto. Da lì parte di nuovo la caccia alla Coppa dei Campioni, espressamente richiesta da Ferlaino. Ma il Napoli esce al 3° turno. Ci si riprova allora nella stagione 1990-91, ma arriva solo un 8° posto, compensato dalla vincita della Super Coppa Italiana (5-1 contro la Juventus!). Qualcosa si inceppa e nella stagione 1991-92 il risultato finale è solo il 4° posto in campionato. Nel 1992-93 addirittura si fa di peggio, con l’11° posto finale. L’era Ferlaino è ormai giunta al suo capolinea storico. Il biennio 1993-1995 è quello del presidente Ellenio Gallo che ripromette i fasti degli anni ’80, ma non è così: un 6° ed un 7° posto sono i massimi risultati ottenuti. Ecco allora ricomparire l’ombra di Corrado Ferlaino, anche se nel 1995-96 il presidente (onorario) è Vincenzo Schiano di Colella. Il 12° posto finale non è un gran risultato, peggiorato ancora dal ritorno fattivo nel 1996-97 di Corrado Ferlaino con un 13° posto anonimo. Chi pensava che il ritorno dell’imprenditore calabrese avrebbe riportato linfa vitale alla società, è smentito. Quello è il primo degli anni più difficili della storia del Napoli. Il 1997-98 è ancora con Corrado Ferlaino presidente e con Gian Marco Innocenti amministratore unico. La squadra si piazza 18esima e retrocede in Serie B.