L'ombra del bomber che non c'è
Tutti lo cercano ma nessuno lo trova. Il suo regno sono gli ultimi 16 metri, ma della sua presenza soltanto l'ombra. Lavezzi, Quagliarella, Cavani e lo stesso Hamsik: roba buona, tutta gente dai piedi morbidi e dal genio improvviso. E tutti alla ricerca dell'ombra che manca, di quell'attaccante a cui affidare il pallone caldo, l'ultimo passaggio da scaraventare in porta, senza se e senza ma. I responsabili del mercato azzurro, a pochi giorni dalla chiusura dello stesso, non hanno ancora dato un volto a quella ombra. Ad oggi il Napoli sembra aver ripreso da dove aveva finito: squadra compatta ed ordinata sul fronte difesivo, confusionaria, arruffona e sprecona dalla cintola in su. La pedina che manca, il famoso centravanti da 20 gol, resta il vero pezzo mancante del puzzle di Mazzarri. Non solo per capitalizzare l'enorme mole di gioco prodotta, ma anche per dare al tecnico la possibilità di sperimentare moduli alternativi e soluzioni offensive diverse, su tutte l'ormai famoso 4-2-3-1. L'arrivo di Lucarelli non risolverà di certo il problema, ma rappresenta solo il pallativo buono solo per le situazioni disperate da "lancio lungo e vediamo cosa accade". Le stesse situazioni che lo scorso anno non hanno portato i punti utili per la Champions. Dal canto suo l'attaccante livornese non potrà certo pretendere di essere qualcosa di diverso. I cartellini degli attaccanti da doppia cifra, si sa, costano. Ed anche i loro ingaggi. Per non parlare dei diritti di immagine. Per informazioni a riguardo, bussare alle porte di Castelvolturno e chiedere di De Laurentiis. Forse sarà impegnato a litigare con Platini e Blatter per questioni di danaro, quindi probabile che non avrà tempo per ascoltare le domande. Le risposte, però, si conoscono già.