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La storia siete voi: il Giaguaro Castellini

di Leonardo Ciccarelli

Essere un portiere nell’epoca in cui giocano Albertosi e Zoff è un po’ come essere un giovane politico con tante idee nell’Italia contemporanea: puoi essere forte quanto vuoi ma verrai sempre chiuso da chi c’era prima di te. Questa è all’incirca la metafora per descrivere le avventure in nazionale del più grande portiere nella storia del calcio Napoli: Luciano Castellini, il Giaguaro.
Questo splendido soprannome nasce ai tempi del Torino, la squadra che lo ha reso grande, quando, dopo la vittoria della Coppa Italia, i tifosi si resero conto che solo un felino poteva esprimere la leggiadria e la spettacolarità dei voli di Castellini, un portiere in grado di coprire 7 metri di porta con un salto. In maglia granata vive i suoi anni più belli, dove vince una Coppa Italia al primo anno di Serie A ed uno scudetto nel 1976, resterà in Piemonte per 8 anni mettendo a referto 201 presenze in campionato in cui ha subito appena 159 goal. Questa statistica ha del mistico in se perché pochissimi portieri al mondo possono dire di aver subito meno goal di quante partite abbiano giocato.
Nel ’78 il Toro acquista Terraneo, che oggi è uno dei più importanti dirigenti del panorama europeo, e il Giaguaro passa al Napoli. Ha ormai 33 anni e la sua carriera sembra finita ma la città partenopea gli da una nuova linfa e ancora oggi è ricordato come una specie di figura mitologica in grado di volare e nel 2010, dopo un sondaggio di Radio KissKiss i tifosi del Napoli lo hanno incoronato come miglior portiere della nostra storia.
A Napoli, grazie anche ad una difesa di ferro composta da Krol, Bruscolotti, Ferrario e quant’altro resta imbattuto per 531 minuti consecutivi, che all’epoca era il secondo record di imbattibilità in Italia, (è stato superato da un altro portiere del Napoli, Morgan De Sanctis, nel 2010), e detiene il record per la più lunga striscia di imbattibilità interna in Serie A, quasi un anno. Questo record incredibile va dal 27 Febbraio 1983, quando al San Paolo va in goal “spillo” Altobelli e termina dopo 1188 minuti, 11 mesi dopo, a Le Roi Michel Platini.
In maglia azzurra non vincerà mai nulla, lasciando il posto a Garella nell’epoca di Maradona, ma è stato un uomo in grado di tenere botta a 3 decenni diversi in maniera esemplare, è arrivato a Napoli quando la società era nelle mani di Beppe Savoldi e l’ha lasciata tra le mani di Diego Armando Maradona. È l’unico giocatore in Italia insieme a Ferrara e De Sisti ad aver giocato più di 200 partite con due maglie diverse. È un giocatore che ha fatto la storia del calcio italiano pur giocando una sola partita in nazionale, anche se l’opinione pubblica a più riprese lo preferiva a SuperDino Zoff. Oggi è un apprezzato dirigente dell’Inter dopo che ne è stato preparatore dei portieri e perfino allenatore. Lui ha scoperto Alfonso, Belec e soprattutto uno degli eroi del Triplete di Mourinho: Julio Cesar.
Chi ama non dimentica in terra campana, soprattutto un milanese tanto milanese fuori dal campo quanto napoletano tra i pali. Il Giaguaro ha fatto divertire il pubblico nel ruolo più difficile e stressante di questo sport, grazie Luciano Castellini.


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