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Napoli-Fiorentina: le pagelle

di Luca Cirillo

De Sanctis: 6. Ci mette la … “faccia” e tanta generosità: stoico nel rimanere in campo dopo un tremendo scontro con Gilardino, arrembante nel finale. Poche le responsabilità sui gol incassati.

Campagnaro: 6. Rasenta la perfezione nel primo tempo; ha la peggio, nella ripresa, in un impatto con Babacar nell’azione che porta al primo gol dei viola. A volte ridondante nel portare palla ad ampio raggio.

Rinaudo: 6. Di testa le prende tutte lui. Solido, granitico e bravo nell’anticipo, condivide tuttavia con Campagnaro, quanto a leggerezza, qualche responsabilità nell’azione del pareggio di Gilardino.

Aronica: 6. Il tabellino indica tre gol sul groppone, ma come per gli altri difensori anche per lui una sufficienza meritata. Nei primi 45’ di gioco chiude centralmente, si allarga in raddoppio e riparte di slancio.

Maggio: 6. In crescita rispetto alle ultime partite. Molta corsa su tutto l’out, poca tecnica individuale soprattutto nel controllare un invito in area di Hamsik. Ben calibrato il cross per la zuccata vincente di Lavezzi. Frey gli nega il pareggio allo scadere.

Pazienza: 5,5. Siamo stufi di ripeterci. Grinta da vendere, qualità tecniche da… “comprare”. Garantisce sia la solita copertura, ringhiando su Donadel e Bolatti, sia i soliti svarioni quando prova ad impostare. Pericoloso il fallo di mano al limite dell’area che gli costa il cartellino giallo. Dal 20’ st Cigarini: 5. Da lui ci aspettavamo capacità di manovra e qualche buona idea; dal futuro Pirlo, invece, poca consistenza e quasi nulla la vena creativa.

Gargano: 5,5. Vedi Pazienza, verrebbe da dire. Stantuffo instancabile in pressing, sparute le aperture interessanti. Non è l’uomo delle palle inattive e non può dettare i tempi per l’intero arco della gara a causa di una tecnica poco affidabile. Rari gli inserimenti, mai al tiro dal limite dell’area.

Zuniga: 6. Destro naturale, soffre troppo la corsia mancina: sul fondo ci arriva, ma perde il tempo nel rientrare. Nonostante tutto è prezioso nelle diagonali difensive e nella profondità, in appoggio, che riesce a garantire. Dal 43’ st Bogliacino: sv.

Hamsik: 4. IL PEGGIORE. Impalpabile. Nemmeno la fascia di capitano riesce a rigenerarlo. Dove sono finiti i suoi famosi inserimenti? Problema tattico, fisico o mentale? Nell’azione del vantaggio della Fiorentina riesce addirittura a tenere in gioco Gilardino rovinando l’ottimo lavoro dei difensori, bravi a salire. Terra chiama Hamsik.

Lavezzi: 6,5. IL MIGLIORE. Un inizio al piccolo trotto per il Pocho. Galvanizzato dal gol passa al galoppo e in campo si rivede, a tratti, il funambolo da urlo dei tempi migliori. Mirabile la percussione, dalla retrovie, tra le maglie avversarie in slalom gigante, ma deve ancora limare il maledetto vizio di schiacciarsi in ripiegamento a cercar palla a tutti i costi. Il rigore negatogli grida vendetta; avrebbe potuto, però, anticipare la conclusione.

Denis: 6. E’ l’unica vera prima punta che ha il Napoli. Spizza per i compagni e si rende pericoloso, di testa, sugli sviluppi di un corner. E’ vero, fallisce una favorevole occasione, ma è il solo a garantire peso e centimetri nell’area avversaria. Dal 30’ st Quagliarella: 5. Un buon affondo solitario, ma inconcludente, poche palle giocabili e qualche appoggio sbagliato. L’equivoco tattico c’è, ma bisogna tornare al Santuario di Pompei.


Mazzarri: 5. L’ultima vittoria in campionato è datata 24 gennaio, a Livorno. Qualche problema c’è. Il Napoli stasera perde anche l’imbattibilità interna, che durava da 42 turni, contro una Fiorentina che per molti “doveva” essere stanca per l’impegno di Coppa. Poche idee in mediana e dalla trequarti in su... e nel cuore del campo ancora Gargano-Pazienza. Se Quagliarella “doveva” proprio entrare, forse era meglio fare accomodare in panca un Hamsik abulico e irritante. La scelta, invece, è ricaduta sul Tanque. Con il puntero argentino in campo, chissà, ne avrebbe beneficiato lo stesso stabiese.


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