Napoli-Milan, le pagelle
De Sanctis: 7. Incolpevole sulle reti subite, prodigioso in almeno tre pericolosissime azioni da gol.
Campagnaro: 5,5. Potrebbe far meglio sull’affondo di Oddo nell’azione del vantaggio ospite. Pato gli crea più di un grattacapo in velocità. Tornato a destra ritrova solidità e spinta. E se fosse lui il miglior vice Maggio in questo momento?
Aronica: 6,5. Un leone inferocito a guardia dei territori insidiati da Ibra. Assente Cannavaro, è lui il leader della retroguardia. Rapido, gagliardo, orgoglioso: Totò è il migliore del Napoli insieme al Pocho. Di errori ne commette anche lui, ma si sfianca a tutto campo.
Grava: 5,5. Limita come può la classe di Robinho e Pato. A volte la caparbietà e una buona velocità di base non bastano se gli avversari sono veri e propri fuoriclasse.
Maggio: sv. Un avvio di stagione davvero sfortunato e opaco. Esce per infortunio dopo un violento scontro di gioco con Antonini. NO COMMENT! Dal 21’ Yebda: 6. Si destreggia con volontà nell’atipico ruolo di esterno. Cicca clamorosamente un pallone che chiedeva di essere spinto in rete. Copre e si propone con ordine, poi Mazzarri , una volta in 10, cambia modulo e lui torna nel cuore del campo garantendo centimetri peso e pressione.
Pazienza: 4 – IL PEGGIORE. In balìa del palleggio milanista, si schiaccia troppo sulla difesa quando Robinho si inserisce in area e porta in vantaggio i suoi. Rizzoli è severo, ma l’ingenuità e la leggerezza nei tocchi di mano ravvicinati che costano il rosso sono imperdonabili.
Gargano: 4,5. Il peggior periodo da quando è a Napoli. Intercetta raramente i fraseggi rossoneri, perde spesso i duelli con Boateng ed è irritante negli appoggi semplici che avviano le immediate ripartenze rossonere. Dall’ 83’ Dumitru: sv. Difficile capire se il suo inserimento nei momenti difficili sia una scelta di disperazione o un modo per temprare il carattere di un giovane talento.
Dossena: 5,5. Gli spunti e la presenza ci sono tutti, ma è poco svelto nell’intuire la soluzione migliore tra cross alto, basso e palla indietro al compagno. Gli avanti del Milan si scambiano spesso le posizioni e lui non si scopre eccessivamente per dare man forte.
Hamsik: 5-. Un assist per Lavezzi allo scadere del primo tempo e un pregevole tiro a giro nella ripresa. Poca roba per uno come lui. Quando è spento la manovra azzurra non ha trame né segnali utili per gli affondi degli esterni. Dal 67’ Sosa: 5-. Quasi mezz’ora per dare qualità alla rimonta e invece è macchinoso, quasi svogliato quando ha il pallone tra i piedi.
Lavezzi: 7 – IL MIGLIORE. Il gol è un gioiello, un gesto tecnico irriverente, scugnizzo. L’argentino è l’anima, il carattere di un Napoli che non si arrende mai, il Davide che non ha paura di Golìa. Fa ammattire Papastathopoulos che è costretto ad arrampicarsi su di lui per fermarlo. Peccato che Cavani ed Hamsik non lo seguano a dovere. Abbiati nel primo tempo gli nega la gioia del gol volando all’incrocio.
Cavani: 5,5. Colpo in canna. Un paio di occasioni per far male le ha avute, ma quando non è serata c’è poco da fare. Si da fare come un matto per compensare l’inferiorità numerica in ripiegamento e per questo perde lucidità sotto misura.
Mazzarri: 5,5. La passione, la voglia di non arrendersi sono un suo marchio di fabbrica così come, in questo scorcio di stagione, la mancanza di una valida alternativa tattica ad un 3-5-2 senza idee. Il Napoli ha aspettato il Milan, ma ha finito per soccombere sotto i colpi di un chirurgico e diabolico palleggio. Pazienza rovina i piani, ma in generale bisogna fare chiarezza sulla gestione dell’organico.
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