PElilLO...NELL' UOVO - Eterna incompiuta o semplice strategia?
Ultimi venti giorni di fuoco per Riccardo Bigon e il mercato del Napoli. In poche settimane gli azzurri hanno perso gli affari Zuculini e Lucarelli che avrebbero permesso di completare l’organico spendendo pochi soldi. Tocca al ds coprire i vuoti lasciati da Denis e Cigarini con giocatori complementari al progetto e che, soprattutto, costino poco. Il dirigente azzurro è stato chiaro due giorni fa: “Per intervenire sul mercato abbiamo a disposizione poche risorse”. Parole che prendono un peso ulteriore dopo l’addio all’accordo con Lucarelli. Non sarà facile per Bigon trovare un centrocampista e un attaccante con le poche risorse disponibili. In realtà, nell’ambiente partenopeo c’è la speranza che le parole di Bigon siano di carattere strategico, ma potrebbero semplicemente essere un modo per scrollarsi qualche responsabilità non proprio sua. Bigon, nonostante le scarse risorse per la campagna acquisti, aveva completato la rosa con Zuculini e Lucarelli spendendo poco o nulla. Tuttavia, la definizione dei due acquisti è mancata a causa della ferma impostazione della società che non permette in alcun modo di acquistare senza cedere. Appare poco realistico, nel caso di Zuculini, aggrapparsi alla scarsa correttezza altrui come se si credesse al paese delle meraviglie. La rispettabile strategia della società, invece, ostacola inevitabilmente il lavoro dello staff. Il direttore dovrà rifare il lavoro compiuto per inserire due tasselli nell’organico e facendo sempre attenzione all’età, all’ingaggio, al costo del cartellino, alle esigenze tattiche di Mazzarri. A centrocampo occorre un’altra operazione in stile Cavani per alzare il tasso tecnico del reparto, mentre in attacco serve un centravanti giovane, economico, forte e che accetti il ruolo di quarta punta a Napoli. Il tutto senza dimenticare che ci sono ancora degli esuberi da sistemare come Zalayeta, De Zerbi, Bucchi, Rullo, Pià, Dalla Bona, Vitale, Amodio. Un lavoro arduo ma il tempo non manca allo staff. Si spera, tuttavia, che anche stavolta l’opera Napoli non resti incompleta per quel pizzico di coraggio in più.