Trascinati da Insigne e da un HuGol spettacolare...
Fonte: di Peppe Giannotti
Parlavamo di trappola alla vigilia (prima giocava la Juve, gli infortuni tattici laziali e poi il pronostico favorevole), ma il BLOCCO MENTALE quello NO, non lo avevamo considerato in questo Napoli che era tornato cinico e pratico, manca qualcosa o diciamolo, erano anche un po’ stanchi in giro per il mondo.
APPICCICOSI ed aggressivi come mosche in piena estate, è il Napoli è travolto dall’avvio assetato della Lazio, il culmine è la rete in avvio che vede Floccari solo in piena area piccola libero di stoppare il pallone con 3 dico 3 azzurri attorno, presi tutti in contropiede roba da matti. La domanda è: Quanto durerà l’assalto e quando il Napoli saprà scuotersi da uno dei più brutti approcci della stagione? Napoli bloccato mentalmente, Floccari col Carnevale ha deciso di travestirsi da Klose e colpisce anche il palo con un siluro. Il pallone è roba forte, se gli azzurri limitano errori e distrazioni tutto può cambiare. Sul campo è la Lazio che sembra a più 6, capita, ma stasera l’ambiente non è sgradevole, il pubblico di casa fa fatica a coprire quello ospite ma bisogna meritarsi i cori e gli applausi! Ed allora ci vuole il Matador che scuote la traversa con la palla che schizza fuori, la trappola e le gufate sono al limite della sopportazione. Compreso l’infortunio all’ex della partita Berhami, uno che, col centrocampo fortissimo della Lazio ci stava a pennello, ma le cose storte non vengono mai da sole (legge di Murphy). Primo tempo con lo stesso approccio della Fiorentina a Torino, ma il Napoli ha ben altre ambizioni morali e non.
Man mano che la Lazio cala fisicamente arrivano in serie falli ed ammonizioni per i padroni di casa, ma di contro non c’è la reazione convinta degli azzurri, quella che mette paura agli avversari, che fa mentalmente capire loro che la gara non è finita, ecco manca quello stasera, l’autoconvinzione e la forza di dimenticare il primo tempo di un Napoli piccolo piccolo, che vuole rimediare la semi figuraccia.
Ecco allora venir fuori con tutto il suo orgoglio napoletano il piccolo Lorenzo, mette scompiglio tra i “colossi fallosi” di Petkovic, finte, dribbling, ma non è supportato ne da rimpalli favorevoli ne dai marpioni dell’attacco, e Pandev vicino sembra un pachiderma, e così la Lazio non perde mai definitivamente il coraggio di resistere. Sono quelle gare in cui la porta sembra di 2 metri, se pensi che ci ha vinto il Chievo poco tempo fa con lo stesso risultato, ti fa capire dove arriva la stortura e il fascino di questo sport. Quando Floccari solo davanti a Morgan è tornato... Floccai mancando il facile raddoppio, capisci che questo è l’anno buono per grosse soddisfazioni, ma devi meritartele, Mazzarri non gode di avversari quando incontrano il Conte che si squagliano e si specchiano negli spogliatoi vero Montella?
ALLA FINE di un tormento psicologico, dove la faccia di Mazzarri (e non solo) era quella di Mister Magoo la difesa laziale stoica,fallosa e fortunata deve arrendersi ad un eurogol al volo in mezza rovesciata di Hugo Campagnaro, si proprio lui su cui si fondavano piccole malignità tutte nostrane per via del suo sicuro addio a fine stagione. PRESA per i capelli, una partita a tratti commovente (merito anche dei laziali), come fai a quantizzare una gara con 4 pali e una Lazio che non crolla neanche dopo il pari, anzi ci riprovano ancora, in fondo erano tornati a meno 6 e stavano lasciando le ultime speranze scudetto (se mai ci sono state). Stasera è mancata solo la cattiveria (costante) del Matador che poteva spostare le velleità altrui un po’ prima, ma grazie alla furbizia e al coraggio di Insigne tutto il Napoli si è sentito all’improvviso baldanzoso e meno timido, la striscia continua.
Per una sera il Napoli ha pagato lo stress da capogiro, la paura a mille, i muscoli flaccidi e le vene compresse, ma allo stesso modo ha tirato fuori gli artigli della futura corazzata che tutti speriamo esso diventi.