Calcio e crisi economica, i club avvertono i calciatori
E' tempo di crisi economica ed anche il calcio farà la sua parte. Forse si poteva ottenere di più dai milionari calciatori che dovranno versare comunque il contributo di solidarietà. La norma introdotta dal governo prevede per chi guadagna tra i 90.000 e 150.000 euro lordi (tutti i cittadini, siano essi lavoratori dipendenti, pubblici e privati, lavoratori autonomi, pensionati) un versamento surplus allo Stato (rispettivamente per il 5% e 10%). Anche i calciatori dovranno pagare e sul tema già tuonano le società che non hanno intenzione di versare l'imposta per conto dei calciatori. A fare da portavoce dei club di A è Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, che dichiara a Sky Sport: "Qualunque cosa ci sia scritto sulla manovra del governo sul contributo di solidarietà, anticipo che per noi graverà al 100% sui calciatori. Se non sarà così facciano lo sciopero tutta la vita. È un aspetto sul quale non si transige. È una tassa che pagheranno loro e non le società. Questa cosa va al di la dei contratti, del netto o del lordo. Tutti i club che ho sentito sono d'accordo con me e spero che Damiano Tommasi (il presidente dell'Aic, ndr) capisca, altrimenti può anche scioperare per sempre. In caso ci dovranno spiegare perché certi "signorini" che guadagnano 10 milioni di euro l'anno non vogliono pagare il loro contributo allo Stato".