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Inter, Chivu e la battuta sulla Champions: "Se non si capisce l'ironia, meglio fare altro"

di Pierpaolo Matrone

Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, alla vigilia del match contro il Cagliari è intervenuto in conferenza stampa: "Le prestazioni le avevamo fatte anche prima, poi si giudica sempre il risultato. Le abbiamo sempre cercate e ci proviamo anche domani, consapevoli che mancano 6 partite a fine campionato e che di coppa ne parleremo nei prossimi giorni. Dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto, mantenendo spirito e ambizione, cercando di essere la miglior versione di quello che abbiamo e aggiungere tre punti alla classifica".

Contro Roma e Como abbiamo visto un'Inter concentrata e feroce. Questa è la cosa più importante? "Il focus lo abbiamo portato in campo sempre. C'è la consapevolezza dell'importanza di una partita durante la stagione e di essere pronti dal punto di vista fisico e mentale, adattandosi ai momenti della partita e a ciò che l'avversario propone. Cambiare in base alla realtà della sfida: sotto questo punto di vista abbiamo avuto alti e bassi, capendo al volo in alcune partite e facendo meno bene in altre, per vari motivi. Per mancanza di energia e di qualche giocatore che avrebbe spostato l'inerzia in nostro favore. Però abbiamo sempre cercato di dare tutto, come le ultime due partite. Una volta finita la sosta delle nazionali, nonostante la delusione per chi non è andato ai Mondiali, i giocatori si sono subito calati di nuovo negli obiettivi del club".

Cosa c'era dietro alla sua battuta sulla qualificazione alla Champions? Vi sentite gli unici obbligati a vincere? "Se non capiamo l'ironia meglio mettersi a fare altro. In questo mondo tante cose vengono prese troppo sul serio o trattate superficialmente e narrate in maniera sbagliata. La mia era una battuta, con dentro della realtà: si è sempre parlato di qualificazioni Champions, allora pure io ho detto certe cose. Non mi sono inventato niente e ho parlato col sorriso sulle labbra. Qualcuno l'ha presa male, ma ci vuole anche un po' di ironia, il calcio non è la vita ma solo un gioco e come tale va preso. Ci sono squadre che hanno un atteggiamento giusto, quello che gli permette di andare in fondo e vincere, poi ci riesce solo una. E non prendiamola troppo a male se la squadra del cuore o l'amico non ce la fa, ma elogiamo chi riesce a dare il massimo".


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