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Ecco a voi Giandomenico Mesto: da bestia nera degli azzurri al ritorno da Mazzarri

di Leonardo Ciccarelli

Giandomenico Mesto è un nuovo giocatore del Napoli. Ormai la notizia è diventata universale e l’opinione pubblica si è già divisa da chi accoglie a braccia aperte l’ennesimo uomo di Mazzarri e chi crede che cercare il terzo esterno destro in squadra non era la priorità. Le chiacchiere da bar lasciano il tempo che trovano e stando ai fatti il tecnico napoletano si ritrova con un calciatore che conosce alla perfezione, da sempre uomo spogliatoio, che si suda la maglia fino all’ultimo secondo e che sulla fascia destra può giocarsela con più di un esterno in Europa perché è tra i pochi ad essere in grado di fare sia la fase difensiva che quella offensiva.
Mesto nasce a Monopoli il 25 Maggio di 30 anni fa e nella cittadina pugliese muove i primi passi sotto l’ala protettiva del padre Nicola, ex calciatore del Monopoli e del fratello maggiore Ernesto, attuale presidente della società bianco verde. Giandomenico è subito visto come un grande talento e così la Reggina fa di tutto per averlo, ci riesce nel 1997 e nel ’98, a 17 anni esordisce in Serie B. Nei due anni successivi va a farsi le ossa nella Fermana e nella Cremonese prima di rientrare alla casa base e restarci per 5 anni dove le sue doti atletiche e morali, con l’approdo di Mazzarri, gli valgono la fascia da capitano della società amaranto. Dopo la straordinaria salvezza del 2007 il calciatore viene anche insignito della cittadinanza d’onore di Reggio Calabria. Durante la permanenza calabrese si toglie molte soddisfazioni in maglia azzurra, prima con l’Under21 di Gentile con cui nel 2004 vince la medaglia di bronzo ad Atene e diventa Cavaliere poi con la nazionale maggiore di Lippi con cui timbrerà due presenze, per la terza dovrà aspettare Donadoni.
Dopo la salvezza con la squadra di Foti l’Udinese di Pozzo lo punta e lo strappa ai calabresi in comproprietà. Un anno in Friuli prima di andare al Genoa tramite Reggina che nell’estate riscatta l’altra metà del cartellino. In Liguria ha costante crescita perché Gasperini ne intuisce le potenzialità offensive e lo sposta più vicino all’area di rigore dove grazie ad un tiro potentissimo e preciso riesce a regalarsi molte soddisfazioni contro grandi squadre, la prima proprio contro il Napoli nello sfortunato 4-1 perso dagli azzurri al Ferraris, si ripete qualche settimana dopo contro la Juventus.
Oltre alle doti tecniche, ancora una volta, è la forte personalità ad imporsi e così nella turbolenta stagione genoana 2011-2012 viene promosso a vice-capitano dei Grifoni, dietro il mostro sacro Marco Rossi.
A lasciare Genova è quindi un giocatore molto duttile che può svariare in ogni zona della fascia destra disimpegnandosi molto bene in tutti e tre ruoli, che all’occorrenza non disdegna la fascia sinistra e la zona gol grazie ad un ottimo stacco di testa e ad una bordata da fuori micidiale. Alla corte di Mazzarri arriva un calciatore molto più pronto e preparato rispetto a quello che il tecnico lasciò in Calabria, che ha tanti anni di A alle spalle e che è pronto a far vedere che è un Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana non solo sulla carta ma anche sul campo perché come diceva Nereo Rocco “In campo come nella vita”.

 


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