La notte da incubo di Hamsik, il nuovo titolarissimo Fernandez
Nessun dramma. Ma nessun dorma. Questo il sintetico bilancio della trasferta del Napoli a Monaco. Una sconfitta che può starci ma che come ogni sconfitta necessita di essere analizzata per capire cosa non è andato. Premessa fondamentale. Il Bayern Monaco è ancora squadra di altro livello. Dato questo dato per acquisito si può cercare cosa non ha funzionato in casa azzurri, cosa ha impedito di disputare la partita perfetta Allianz Arena, per cercare di uscirne con un risultato positivo.
ATTEGGIAMENTO – Da un punto di vista mentale molti elementi dell’undici sceso in campo non sono mai entrati in partita, mai capaci di svolgere un ruolo importante nello svolgimento della gara. Dzemaili è parso spaesato e forse proiettato su un palcoscenico che lo trova ancora impreparato ed incapace di recitare un ruolo, seppur da comparsa. Male Zuniga che al di là dell’espulsione non ha mostrato quel dinamismo e quella verve che Mazzarri si attendeva da lui.
CAPITOLO HAMSIK – Inutile iniziare crociate o linciaggi mediatici. Ugualmente inutile è far finta di niente, cercando di nascondere un problema. Da oltre un mese, ed in generale in questo inizio stagione, Marekiaro appare un calciatore involuto, una assurdità considerando l’età e le prospettive. Sembra mancargli quella voglia, quella cattiveria di gioco che ne ha sempre caratterizzato il rendimento. Anche contro il Bayern è stato impalpabile, sempre ai margini della storia, sempre in punta di piedi quasi a voler non apparire. Chiaro è che il Napoli non può regalare un giocatore del genere ad uno squadrone come quello tedesco.
CONCENTRAZIONE – La forza del Napoli nelle prime gare di Champions era stata la concentrazione. Pochissimi cali di concentrazione con il Manchester City, Villarreal e nella gara di andata con i teutonici. All’Allianz Arena invece il Napoli nel primo tempo ha spesso perso la bussola, la cognizione di quello che andava fatto ed il modo giusto di farlo.
LA NOTA POSITIVA – Dopo tante critiche in questo inizio di stagione Federico Fernandez ha dimostrato di essere un giocatore da Napoli e di poter meritare un palcoscenico come quello della Champions. Al di là delle reti poche le sbavature in copertura e passi da gigante anche da un punto di vista caratteriale. A dimostrazione che l’impatto con il calcio europeo va metabolizzato con i giusti tempi. Una cosa però appare evidente: il “Flaco” deve essere alternativa a Cannavaro, il suo ruolo è quello là, lì in mezzo, senza essere sposato sul centro destro dove rischia di sfiguarare. Forse nella notte di Monaco è nato un nuovo titolarrisimo e magari un bomber insperato…