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Prima Quagliarella, poi Lavezzi, ora anche Cavani?

di Vincenzo Perrella

Il presidente azzurro ha sempre avuto la forza di non cedere i suoi migliori elementi, nonostante offerte anche interessanti. E questo è sempre stato il suo pregio numero uno. Si sono però verificati casi (fortunatamente rarissimi) in cui alcuni elementi hanno preferito lasciare il Napoli, non certo per mancanza di fiducia nei mezzi del club, ma per motivi strettamente personali o professionali. Il primo “pezzo grosso” a scegliere di lasciare il Napoli è stato Fabio Quagliarella, il 27 agosto 2010, il giorno del play off di Europa League contro l’Elfsborg. Questo accadimento, che poteva essere dannoso per gli azzurri, è in realtà significato l’esplosione di Edinson Cavani, designato in primo momento come primo sostituto in panchina dell’attaccante stabiese. La partenza di Quagliarella è stata mal digerita dai tifosi anche a causa del fatto che il loro idolo è passato alla Juventus. La seconda partenza eccellente è stata quella di Ezequiel Lavezzi, ufficialmente avvenuta il 2 luglio 2012. Colui che aveva incantato il San Paolo con le sue serpentine, aveva manifestato più volte anche indirettamente la propria idea di lasciare il club azzurro. E’ stato il Paris Saint Germain ad aggiudicarsi le prestazioni del fantasista argentino. A quasi un anno di distanza da questo addio, una terza e forse più dolorosa separazione rischia di verificarsi prossimamente: l’addio di Edinson Cavani. Ben 104 reti in 138 partite ufficiali con gli azzurri; 78 realizzazioni in 104 presenze in Serie A; Maradona a un tiro di schioppo dal record di gol di tutti i tempi in casa Napoli. Ovviamente il Matador non poteva sfuggire all’occhio lungo dei grandissimi club europei. Detto sic et simpliciter, il Napoli non ha necessità di cederlo. E’ più l’uruguagio che vorrebbe realizzare il suo sogno di giocare nel Real, oppure in un club che lo mettesse in evidenza per la classifica del Pallone d’oro. A questi tre nomi, aggiungiamo quello di Campagnaro (che lascerà per scadenza di contratto il Napoli), oppure quello di Zuniga (che rischia di lasciare il club azzurro, in mancanza di prossimo rinnovo del contratto). Si immagini se il Napoli avesse mantenuto nella sua rosa di attaccanti Qualiarella e Lavezzi insieme a Cavani. E si immagini il rischio che si correrebbe se pure il Matador decidesse di ripetere la scelta operata da Quagliarella e Lavezzi. Ma perché lasciare il Napoli nel momento più florido degli ultimi vent’anni? E’ forse il Napoli un progetto ritenuto poco ambizioso? E’ il Napoli stesso una squadra che non offre garanzie di vittoria? Spetta a De Laurentiis dimostrare che non è così. Sicuramente il presidentissimo saprà far fronte alla possibile fuga dei suoi migliori giocatori. Ma è giunta l’ora di vincere e diventare un club affermato a livello internazionale.


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