Quagliarella, Lippi ed un sogno Mondiale...
“Sono io il signore del mio destino, il capitano della mia anima...” . Vorrebbe ispirarsi alle parole di Nelson Mandela Fabio Quagliarella alzando gli occhi verso il cielo nella serata di lunedì 14 giugno ed incrociare in quell'occasione non lo sguardo sereno del panorama partenopeo ma quello indefinito di Cape Town-Sudafrica. Lì gli azzurri inizieranno la difesa del titolo mondiale contro il Paraguay. Un pensiero incessante, una speranza covata da tempo, un obiettivo che ha portato la punta partenopea ad una stagione caratterizzata da grandi spunti ed eccessivo nervosismo. A 30 giorni dal via della kermesse sudafricana il buon Fabio ha superato il primo step che vale il biglietto mondiale. Piuttosto prevedibile la sua inclusione nei 30 azzurri chiamati dal cittì Marcello Lippi nel ritiro pre-mondiale. Dei 30 il tecnico viareggini dovrà mandarne 7 a casa. I prossimi “tagli”il 18 maggio, a campionato finito, con la lista dei 23 convocati più le quattro riserve: i prescelti e le prime alternative. Bisognerà attendere il 1° giugno per la consegna della lista ufficiale alla Fifa. Una competizione come il campionato mondiale è fatta di dettagli, di momenti, di istinti. In una squadra così razionale come quella azzurra, schematica e povera di giocatori di estro Quagliarella rappresenta la variabile impazzita, il fattore capace di far saltare il banco e magari sbancare il casinò sudafricano. Per troppi mesi il numero 27 del Napoli ha portato il peso di nuove responsabilità dopo un investimento così importante fatto dalla sua squadra del cuore. Da troppi mesi convive con la paura che quest'annata difficile possa negargli il visto mondiale. Marcello Lippi non infiamma le platee, non ha lo spirito egocentrico di Mourinho, ma ha una dote rara nel mondo pallonaro. La coerenza. Coerenza nel respinger i giocatori sponsorizzati da televisioni, giornali e tifoserie, coerenza nel credere in progetto evidentemente impolverato. Lippi crede al suo gruppo, alle persone che lo hanno portato al mondiale. Lippi crede nella forza di uno spogliatoio unito.
E' da augurarsi che Lippi comprenda che innamorarsi di un'idea spesso è un errore che si paga. Va bene il gruppo, la solidità, la fisicità e tutto il resto. Ma il calcio è fatto di interpreti capaci di stravolgere lo spartito e tra tanti orchestranti, qualche assolo di Fabio Quagliarella ci starebbe davvero bene...