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Top player o non top player: i numeri bugiardi di Edin Dzeko

di Arturo Minervini

Edin Dzeko può essere considerato un top player?  Se si pensa esclusivamente ai 37 milioni di euro sborsati dal Manchester City nel gennaio del 2011 per strapparlo al Wolfsburg la risposta non può che essere affermativa. Qualcuno, poco attento all’avventura in Inghilterra dell’attaccante, potrebbe obiettare che i numeri dicono altro. Che Dzeko, in relazione alla sua valutazione di mercato, non abbia reso quanto sperava la dirigenza inglese. I numeri, per essere fonte di discussione costruttiva, vanno però analizzati in tutte le loro sfaccettature. Tralasciando il fisiologico periodo di ambientamento dal gennaio 2011 all’estate successiva, sono due le stagioni che possono essere prese in analisi per valutare il valore del bosniaco.

STAGIONE 2011/2012 – La stagione dell’incredibile scudetto conquistato dal Manchester City all’ultimo secondo. Su quel titolo Dzeko ha messo un impronta importante, realizzando 14 reti in 30 presenze. Niente di che, se non si tenesse in considerazione il fatto che in quelle presenze in appena 16 occasioni il bomber è partito da titolare. Il dato più rilevante è quello dei gol rapportati ai minuti giocati: per l’attaccante un gol ogni 108’. Quasi uno a partita.

STAGIONE 2012/2013 – E’ un anno maledetto in casa City. Spogliatoio con molti problemi ed un rapporto incrinato tra Mancini ed i giocatori. Dzeko assapora ancora una volta tanta panchina, ma conferma comunque il suo grande istinto in zona gol. Sono 14 le reti in 32 presenze – appena 16 da titolare – con un gol realizzato ogni 130’.

Statistiche piuttosto chiare, per un bomber che nonostante non abbia mai avuto la piena fiducia di Mancini ha dimostrato di poter fare la differenza anche in pochi minuti. De Lareuntiis ha fatto il suo nome nei giorni scorsi, confermando il grande interesse della società per uno che sembra avere tutte le qualità per ricoprire il ruolo di eventuale vice Cavani.


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