ESCLUSIVA – Tutto sul caso Reina: le ragioni della scelta e l'inevitabile fretta dello spagnolo

di Mirko Calemme
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Alla delusione per aver raccolto un solo punto nelle ultime due giornate e aver perso la vetta della classifica, i tifosi azzurri hanno dovuto aggiungere, in queste ore, il dispiacere (e la rabbia) per il concretizzarsi dell’addio di Pepe Reina. Lo spagnolo, a Napoli dal 2013 (con una parentesi al Bayern nell'annata successiva), ha svolto ieri le visite mediche con il Milan, co il quale firmerà un contratto biennale da circa 3.5 milioni più bonus, con opzione per un terzo anno.

L’ex Liverpool è stato aspramente criticato sui social (e non solo) per aver svolto le visite mediche con un altro club in un momento così delicato della stagione. Proviamo, però, a riavvolgere il nastro, raccontando ciò che è accaduto al portiere iberico da un anno a questa parte. Tenteremo di far parlare esclusivamente i fatti.

Il 24 maggio 2017, durante la cena di fine stagione, la famosa battuta di De Laurentiis mal digerita da Reina e da sua moglie ruppe, di fatto, i rapporti tra i due. Qualche approccio per il rinnovo si era verificato (a cifre inferiori rispetto ai 2.5 milioni di euro netti che guadagna attualmente), ma da quel momento in poi non c’è mai più stata una vera e propria trattativa. Nemmeno il viaggio di Quilón a Dimaro, che inizialmente fece presagire una schiarita, riuscì a sbloccare la situazione (clicca qui).

Nel frattempo per Reina arrivano varie offerte dalla Premier (Newcastle e City i club più interessati), ma lo spagnolo sospende la questione mercato per una promessa fatta a Sarri e ai compagni: disputare i preliminari insieme, e qualificarsi alla Champions senza distrazioni. A missione compiuta, il portiere comunica a Sarri e Giuntoli l’intenzione di accettare l’offerta delPSG (clicca qui), confermata nelle scorse settimane anche dal ds Henrique (clicca qui). Sotto la Torre Eiffel lo attendeva un biennale ricchissimo: 4 milioni netti più bonus. Praticamente, uno stipendio raddoppiato.

Il Napoli, però, non vuole lasciarlo andare e dice no anche ai circa 6 milioni che i francesi sarebbero pronti a sborsare nonostante l’età (35 anni) e il contratto in scadenza nel 2018. All’orizzonte sembrava intravedersi l’ennesima battaglia di mercato dell’estate 2017 (avete presente il certificato medico di Bernardeschi?) e Reina pareva pronto a tutto per non perdere quei circa 6 milioni di euro in più che gli avrebbe garantito l’approdo a Parigi. Annunciò allo spogliatoio che quella con l’Atalanta sarebbe stata la sua ultima gara in azzurro.

Poi, ricorderete benissimo cosa è accaduto: la vittoria sofferta, il giro di campo, le lacrime, l’appello dei compagni. “Resta, fai la storia con noi”. Un giorno dopo (clicca qui) arrivò la certezza: ‘Reina se queda’ per vincere lo scudetto. E addio al caso.

...Anzi, arrivederci. Perché la sua situazione è diventata d’attualità in questi giorni, con le visite mediche di cui abbiamo parlato. Una novità che non ha assolutamente sorpreso lo spogliatoio azzurro: tutti, ma proprio tutti, sapevano che non c’era alcuna possibilità di ipotizzare un nuovo rinnovo per lo spagnolo. Peraltro, la prossima stagione rappresenta un grosso punto interrogativo per vari partenopei, iniziando dal tecnico Sarri, il cui futuro è ancora tutto da scrivere.

Scelta legittima, quella del Napoli, che vuole puntare su un nuovo portiere da luglio (in pole c'è Leno). Altrettanto legittima quella di Reina, al quale Quilon aveva promesso di lavorare durante tutto l’inverno per trovargli una nuova sistemazione e farlo firmare appena fosse stato possibile. E, a quanto pare, c’è riuscito ancora una volta.

Il Milan ha offerto al portiere un contratto biennale, con opzione per una terza stagione, da circa 3.5 milioni. Cifre importanti, un’occasione irripetibile a quasi 36 anni: i rossoneri offrono a Pepe la possibilità di restare in Italia (evitando destinazioni esotiche che lo avrebbero costretto a separarsi dalla sua numerosa famiglia), e addirittura un aumento di stipendio.

Ben 7 milioni, con la possibilità di farli diventare addirittura più di 10, sul piatto. “Ho già perso tanti soldi col PSG, ora devo pensare al futuro mio e soprattutto dei miei figli”, ha confessato ai tanti amici che ha in città. Immaginate: una valanga di milioni dietro l’angolo, che con un infortunio potrebbero svanire tutti d’un colpo. Il caso di Victor Valdes ne è un terribile esempio. Paradossalmente, non firmare subito col Milan avrebbe potuto anche, in maniera inconscia, condizionare il rendimento di Reina, che a quasi 36 anni ripone sulla salute dei suoi muscoli e delle sue ginocchia l’ultimo, grande contratto della sua carriera.

Da lì, la voglia di firmare subito, di chiudere l’accordo, di evitare rischi. Inter-Napoli e il giorno libero concesso da Sarri erano l’occasione ideale per l’accelerata: l’idea era evitare la fuga di notizie e, per questo, il Milan sceglie di fargli svolgere le visite mediche in una location diversa dalla classica clinica ‘La Madonnina’, ed evita anche di coinvolgere i suoi dottori.

Tutto inutile: già dalla mattinata di ieri la notizia era su tutti portali, con tutte le conseguenze del caso. I tifosi del Napoli, comprensibilmente, non l’hanno presa benissimo, arrivando, in qualche caso, a paragonare lo spagnolo a Higuain. Due situazioni, però, estremamente diverse: l’argentino non era in scadenza e, come confermò proprio ai nostri microfoni suo fratello Nicolas (clicca qui), aveva ricevuto da De Laurentiis una proposta economica addirittura superiore a quella poi incassata dalla Juventus. Gonzalo volle i bianconeri nonostante gli avessero offerto meno soldi del sodalizio azzurro. 

Questo il resoconto dell’ultimo, tormentato anno fuori dal campo di Pepe Reina. Che -- e non ci sarebbe nemmeno bisogno di sottolinearlo -- ha promesso a compagni ed amici di spendere, da qui al 20 maggio, fino all’ultima goccia di sudore per provare a salutare Napoli con lo scudetto cucito sul petto. Chi lo conosce, l’ha definita la sua ossessione, il suo più grande obiettivo. Ognuno tragga le conclusioni che ritiene opportune: qualcuno comprenderà la sua scelta, qualcun altro gli rimprovererà di non aver atteso l'estate, mettendo in pericolo un contratto da circa 10 milioni per risparmiarsi qualche insulto.Resterà il campo, anche in questo caso, il giudice supremo.


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