Il vizietto: Calvarese-Banti dopo il clamoroso caso Bernardeschi colpiscono ancora. Ed il Var muore…

di Arturo Minervini
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Riuscirà mai il nostro calcio ad imparare dagli errori del passato? La speranza porterebbe a rispondere in maniera affermativa, la realtà purtroppo fa propendere verso un esito negativo. È un calcio italiano ormai schiavo delle proprie contraddizioni, incapace di garantire uniformità a qualsiasi livello: amministrativo, arbitrale, comunicativo. Un calcio nel totale delirio, come dimostra il caso Palermo in serie B ed i continui scandali nelle serie minori. Problematiche che partono dalla massima serie e che si riflettono, a cascata, sulle serie inferiori. 

La strana coppia. Era il 6 gennaio 2018, si giocava Cagliari-Juventus. Gli ospiti erano in grande difficoltà, grandissima. Arriva un cross in area bianconera, che Bernardeschi pensa pensa di intercettare con il braccio aperto. Il direttore di gara è Calvarese, inevitabile il calcio di rigore pensa chiunque stesse osservando il match. Invece no. Calvarese lascia correre. Tranquilli però, c’è il Var no? In quell’occasione al Var c’era Banti, si attende solo la chiamata per sanare un errore così grossolano. Chiamata che non arriva. Niente rigore. La Juve vince 1-0 e porta a casa punti immeritati che saranno poi decisivi nella corsa scudetto col Napoli.

Cosa avevano pensato Calvarese e Banti in quell’occasione? Difficile saperlo. Certo è, però, che in paese dove si dovrebbe puntare alla meritocrazia due che commettono un errore così grave non dovrebbero più ritrovarsi ad arbitrare una stessa partita, giusto? Invece no. Un anno dopo rieccoli. Col premio: dirigere la finale di Coppa Italia tra Lazio ed Atalanta a ruoli invertiti: Banti in campo, Calvarese al Var. Ancora una volta, però, un errore che è difficile da spiegare agli appassionati: Bastos para a braccio largo un tiro di de Roon in area laziale. Rigore solare. Banti dal campo non vede, ma anche qui ci sarebbe il Var a sanare quello che in pochi secondi è già uno scandalo sul web. Tutto il mondo dopo pochi istanti sapeva già dell’esistenza di un rigore solare. Al Var, però, Calvarese non pare dare segnali di vita. Per lui tutto regolare. 

A cosa serve un Var che non è Var? Se resta ancora la discrezionalità dinanzi all’evidenza, lo strumento tecnologico muore. Diventa solo modo per fare ulteriore polemica, un alibi perfetto da chi sta provando ad ammazzare il nostro pallone. Un pallone che si sgonfia sempre più, come la credibilità del sistema e la passione della gente. 


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