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AUDIO - Tosto: "Gattuso perfetto per la Fiorentina, ha le stesse ambizioni di Commisso"

di Francesco Carbone
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L'ex difensore Vittorio Tosto ha parlato in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto

L'ex difensore Vittorio Tosto ha parlato in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto. L'intervista comincia dalle favorite per il playoff di Serie B: "La prima squadra che li vinse dopo la nascita del '93 fu la Salernitana di Delio Rossi e io ne sono stato testimone! Giusto per dire che sono un torneo completamente diverso dal campionato: lo affiancano. Tante volte si arriva alla fine del campionato con una squadra che ha ottenuto tanti punti ma magari arriva con una condizione fisica precaria a differenza di chi ha fatto un'annata così così ma ha concluso alla grande il girone di ritorno. Per farla breve, credo che il Brescia, ultima classificata, potrebbe essere più mina vagante rispetto anche a Monza e Lecce. Occhio".

Salerno è tornata in Serie A.
"Ci sarebbe da analizzare tutti gli aspetti, hanno lanciato messaggi molto interessanti: in un calcio moderno in cui si cerca chissà che di innovativo, alla fine rimane da fare sempre un gol più degli avversari e portarsi a casa le vittorie. La Salernitana è stata strepitosa perché ha capito che non poteva competere tecnicamente e tatticamente contro realtà più blasonate: Castori è la praticità, la classe operaia in persona, ha deciso di giocarsela sui duelli senza concedere il possesso palla. Così ha saputo fare più punti rispetto a Lecce e Monza, che andando alla ricerca delle grandi vittorie hanno perso tanti punti, pure in casa. A differenza di scienziati come Corini e Brocchi hanno conquistato la Serie A puntando sulle cose pratiche".

Restituisce un senso di universalità del calcio.
"Va preso d'esempio uno come Allegri, nel calcio non si inventa nulla. Certo, neanche il copia-incolla... Ma il calcio è semplice, la palla o ce l'ho io o gli avversari, o segno io o segni tu. Non ci sono formule, sono duelli 11 contro 11: più ne vinci più ti avvicini al successo. Io a Salerno ho visto 100mila persone in piazza a festeggiare, è una città che merita perché vive la Salernitana come una questione di famiglia. Sono molto contento".

Che binomio sarebbe Gattuso-Fiorentina?
"Grande. Io nella Fiorentina ci ho esordito da professionista, mi hanno prelevato da un paesino in Calabria e sarò sempre grato loro. Rino quest'anno ha guidato da solo una barca in mezzo alla tempesta e mi auguro possa essere lui il prossimo allenatore della Fiorentina, per le ambizioni che ha il club e Commisso. Sono le stesse che ha anche Gattuso, è un binomio di crescita per confermarsi nel grande calcio, perfetto".

La Fiorentina di oggi è assemblata male?
"Sbagliare in un'analisi del genere è facile. Nel calcio per ottenere un ciclo vitale devi cominciare dal terzo fino al settimo-decimo anno, è simile a una pianta. Non si può raccogliere tutto, Commisso è a Firenze solamente da due anni, ha investito soldi importanti ma non basta. Ora col Viola Park possono fare un salto di qualità importante, lui per ora i giocatori li ha presi: Amrabat è un ottimo acquisto, e di nomi potrei darne sei-sette. Con Ribery ha pure provato ad avvicinare i campioni a Firenze... Si può discutere tutto ma ricordiamoci che la sua volontà è fare le infrastrutture innanzitutto, ma soprattutto investimenti veri. Per bacino, la Fiorentina può concorrere almeno tra il 4° e l'8° posto: ci vuole però tempo, con le strutture ti costruisci i giocatori in casa com'è già stata. Per vederli lottare per lo Scudetto dal 2030".

La Toscana della Serie A accoglie anche l'Empoli.
"Hanno raggiunto il perfetto equilibrio. La famiglia Corsi non nasce oggi, ma sta esprimendo al massimo il livello del proprio potenziale, di questi loro trent'anni. Hanno la forza per consolidarsi diversi anni in Serie A, può provare magari a raggiungere il record di tre salvezze di fila, ancora mai avvenute. Ma soprattutto ha una forza strutturale e una società virtuosa, tra le migliori d'Italia. Guardate che parco giocatori tra prima squadra e Primavera! Senza parlare dei 2004, 2006, 2007... Tutti toscani. Nel 2028 rischiano di avere in prima squadra tutti giocatori toscani, non italiani. Ormai è una delle provinciali più importanti d'Italia: gran risultato per capacità, lungimiranza ed organizzazione. Vanno presi d'esempio, ci sono realtà superiori che non raggiungono minimamente il loro livello".

Giampaolo paga nella sua immagine l'altalena di risultati in carriera?
"Ho vissuto il suo primo anno di Serie A, ad Ascoli. Era giovanissimo. Tatticamente è paragonabile tranquillamente ai migliori in Italia, ma caratterialmente, anche se lo stimo come persona, subisce un po' le pressioni di determinati ambienti. Se trova il suo, quello che sente a suo agio, esprime il meglio di sé. A volte nel calcio però bisogna bluffare, adattarsi, è un sintomo di intelligenza. Lui è talmente puro e sincero che non scende a compromessi: questo a volte ti porta a non fare il meglio. Va a dritto per la sua strada".

I sette gol di ieri possono disturbare il Torino nella corsa salvezza?
"Lo 0-7 è una sconfitta brutta, senza ombra di dubbio. Alle ultime giornate di campionato però rischia di salvarti persino la differenza, figuriamoci i punti di vantaggio che hanno. Prenderne sette o uno non sarebbe cambiato: ora non c'è tempo di pensare alla brutta figura, serve la salvezza e questa può arrivare. Fosse avvenuta due mesi fa allora sì, sarebbe stata molto dolorosa e con ricadute. Ora no".

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