A San Siro più di 5mila tifosi azzurri: non mancano i soliti cori beceri

di Redazione Tutto Napoli.net
Fonte: di Pierpaolo Matrone per "Il Roma"
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Ci sono usi e costumi che s'instillano in una tifoseria e fanno fatica ad andare via. Un po' come se fosse diventata un'abitudine, ed è questa la cosa più brutta. Perché quando un comportamento sbagliato è reiterato nel tempo, nel luogo e anche nello spazio, allora ci si trova di fronte ad un male forse impossibile da trasformare. Allo stadio Giuseppe Meazza, in occasione dell'incontro tra Milan e Napoli, ci siamo ritrovati di fronte alla solita vergogna alla quale ormai tutti siamo purtroppo abituati. Mentre in campo le due squadre si davano battaglia, sugli spalti andava in scena un altro tipo di partita, quella tra la Curva Sud rossonera e il settore ospiti tinto d'azzurro.

RAZZISMO... Atmosfera rovente da prima dell'inizio della partita. Ed è qui che la vergogna ha toccato l'apice. Secondo alcune testimonianza raccolte dalla Digos di Milano, infatti, alcuni supporters azzurri sono stati aggrediti nei pressi dello stadio, precisamente tra via dell'Ippodromo e via San Siro. Una decina di ultras che hanno caricato con cinture e caschi dei gruppetti sparuti di tifosi avversari, intenti a raggiungere il settore ospiti. Poi, dal fischio d'inizio in avanti, cori su cori, beceri e razzisti. A partire dal solito "Lavali col fuoco", inedito per intonazione ma non per contenuto, passando per parole dure contro la città partenopea e i suoi abitanti. Fin quando si tratta di sfottò, va bene, ma anche stavolta i sostenitori rossoneri hanno oltrepassato il limite. Tanto che, per evitare ulteriori collisioni (avvenute, come detto, nel pre-partita), prima di far defluire la macchia azzurra di San Siro all'esterno dello stadio la sicurezza ha atteso che l'intero impianto meneghino fosse vuoto.

...CONTRO ELEGANZA. Dall'altro lato, invece, nel settore ospiti, la risposta è arrivata con eleganza. Niente razzismo, come giusto che sia, nonostante fossero stati stuzzicati un bel po' i tifosi del Napoli. Nulla contro i milanisti, se non un "Chi non salta è rossonero". Non si alimenta l'odio, perché non c'è e non deve esserci. Più che altro i supporters, arrivati da ogni parte d'Italia per spingere la squadra di Maurizio Sarri, se la sono presa con Aurelio De Laurentiis. A metà secondo tempo circa, dalla parte di stadio dedicato ai napoletani è spuntato uno striscione contro Aurelio De Laurentiis: "ADL romano buffone", accompagnato da qualche coro contro il presidente. Qualche canto, prima, era stato lanciato anche contro Gianluigi Donnarumma, nato e cresciuto nella provincia di Napoli ma da sempre dal cuore rossonero. E' questo che - a non giusta ragione - s'addita al gioiellino del Milan, autore di un miracolo finale su Milik, che ha nuovamente attirato a sé gli stessi cori. In campo, anche grazie a questa parata, le squadre si sono equivalse, ma sugli spalti ha sicuramente vinto la tifoseria azzurra.


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