Il Roma: "Le amichevoli contano poco! Il Napoli c’è, zitti i pessimisti"

di Redazione Tutto Napoli.net
Fonte: di Giovanni Scotto per "Il Roma"
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Un clima pesante, innescato non si sa bene da cosa. Il precampionato del Napoli non è stato entusiasmante, ma le amichevoli contano poco. Forse ci ha messo del suo il presidente De Laurentiis, con le sue battute a raffica di dubbio gusto e l’acquisto del Bari nel giorno del compleanno del club ha fatto innervosire più di un tifoso partenopeo. E ci si è messo anche il mercato, forse soprattutto quello.

STAVOLTA LA SOCIETÀ non ha colpe: nessuno aveva promesso grandi acquisti, eppure un delirio collettivo aveva sentenziato che il club azzurro avrebbe comprato, in un modo o nell’altro, un grande attaccante. Fake news a ripetizione su Cavani e Di Maria hanno teso i nervi dei tifosi, che si sono maldisposti nei confronti della squadra. Tutto ha avuto origine con l’addio di Sarri, per molti inaspettato e per tutti amaro, che nemmeno l’arrivo di Ancelotti ha saputo mitigare. Forse sarebbe servito almeno un grande acquisto, o magari evitare di cedere Inglese, che lascia Milik senza alternative di ruolo. Un mix di fattori che ha fatto preoccupare anche Ancelotti, che sabato dopo la partita contro la Lazio ha ammesso che si sentiva la pressione dopo la sconfitta con il Wolfsburg dell’11 agosto. Una pressione che, tradotta in soldoni, si è trasformata in pessimismo. L’effetto Ronaldo si è fatto sentire: i tifosi del Napoli hanno sentito la loro squadra più debole, e il mercato pomposo delle due milanesi ha fatto il resto.

 

EPPURE È IL CAMPO a parlare, i tifosi azzurri ormai lo sanno bene. Anche quando partì l’era Sarri le cose erano più o meno simili. C’era preoccupazione e disfattismo, bastarono poche partite per far cambiare idea a tutti. E infine De Laurentiis è un presidente che non ha mai fatto mercato in modo altisonante, anzi. Acquisti centellinati e funzionali, nomi spesso sconosciuti o di calciatori giovani. L’estate del 2013, quando con Benitez ci fu una cascata di super innesti, è rimasto un unicum che in tanti sognano di rivedere un giorno. Intanto il nuovo Napoli ha impresso subito la svolta: la squadra di Ancelotti ha vinto in casa della Lazio giocando bene, in rimonta. Un grande secondo tempo dove h contribuito il calo della formazione di Inzaghi. Però il 4-3-3 di Ancelotti ha convinto. Qualcosa va rivista, in particolare dal punto di vista della velocità, ma l’impronta di Sarri è stata umilmente preservata dal nuovo allenatore, che sta provando a imprimere la sua idea di calcio sul vecchio modulo. Il pesante disfattismo di qualche giorno fa si sta diradando: chi si aspettava la “morte” del nuovo Napoli ancor prima di cominciare è rimasto deluso. Le fantasie e le illusioni di mercato finalmente spariscono. E il Milan sembra già così vicino.


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