A breve l’ufficialità: c’è già l’erede di Marek

di Arturo Minervini
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Parlare la stessa lingua è spesso punto di partenza di grandi storie d’amore. In senso figurato, ma anche all’atto pratico. Lorenzo Insigne e Napoli in questo sono sempre stati avvantaggiati, perché il  talento di Frattamaggiore non ha mai nascosto la sua devozione verso la maglia azzurra e verso la sua terra. Questione di affinità elettive, di interessi comuni, che portano alla fine a far scoccare la tanto desiderata scintilla. Come nelle storie più romanzate ad avvincenti, il nostro protagonista ha dovuto peregrinare in giro per l’Italia prima di ricongiungersi alla sua amata: Cava dei Tirreni, Foggia e poi Pescara tra sudore, i gradoni di Zeman e tanti gol per guadagnarsi una possibilità.

Lorenzo torna a casa nell’estate del 2012. Il 3-5-2 di Mazzarri è uno schema che non esalta le sue caratteristiche, ma il Magnifico riesce comunque a ritagliarsi spazio e mostrare a sprazzi il suo talento. Poi arriva Benitez, cambio di modulo e di mentalità. Lorenzo inizia a diventare giocatore totale, capace di incidere in fase offensiva ma al tempo stesso garantire equilibri in fase di non possesso. I momenti difficili non mancano, dal tremendo infortunio a Firenze nel novembre del 2014 ai fischi del San Paolo che lo porteranno alle lacrime. 

Profetizzare in patria, la storia lo insegna, è un percorso tortuoso e non sempre realizzabile. L’estate del 2016 in tal senso è emblematica, a Dimaro si apre una frattura tra il presidente e gli agenti del calciatore sulla questione rinnovo. Diventerà un tormentone dei mesi successivi, con Lorenzo che fatica sul terreno di gioco, pagando una preparazione alterata dalla partecipazione all’Europeo. ll gol non arriva, le voci sul contratto si divampano all’impazzata, poi la svolta che riveste il futuro di nuovi abiti. La doppietta di Udine del 19 novembre rappresenta una svolta epocale nella stagione e nella carriera di Lorenzo, che liberatosi dalle catene inizia a segnare e fornire assist a ripetizione per i compagni.

La personalità oltre le statistiche. C’è qualcosa, però, che i numeri non raccontano. Quella ‘cazzimma’ riconosciutagli da Aurelio De Laurentiis nella sfida al Bernabeu certifica l’ascesa ad un livello successivo di Insigne, pronto a prendersi una fetta importante della leadership di questo Napoli. La cavalcata trionfale, con la fascia da capitano al braccio, sul campo della Lazio è una proiezione futura del suo ruolo. Dopo un lunga tira e molla domani sarà ufficializzato un rinnovo che lo legherà per ancora tanti anni al Napoli. Un rinnovo che apre le strade ad una carriera tutta in azzurra, pronto a raccogliere un giorno la fascia da capitano da Marek Hamsik, altra bandiera di questo Napoli che vuole sempre più identificarsi nei propri calciatori. Una storia a lieto fine, che deve ancora scrivere le pagine più esaltanti. Lorenzo e Napoli, Napoli e Lorenzo: parlano la stessa lingua. Ed hanno il cuore che batte sulle stesse frequenze…


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